In merito alle cifre che caratterizzano il lavoro femminile nessuno nel continente fa peggio di noi: bisogna salpare per Malta per consolarsi. In Italia una donna su due, mediamente, non ha un lavoro. Il tasso di inattività tocca quota 48,5%, secondo un rapporto di Confartigianato. E nel Sud ovviamente è peggio, con la Campania che si guadagna la maglia nera: 20,4%, come in Pakistan.

L’Osservatorio sull’imprenditoria femminile curato dall’Ufficio studi di Confartigianato, presentato nel fine settimana a Roma, è stato un viaggio dentro statistiche allarmanti che peggiorano via via che si va dal nord verso il meridione. Se da un lato ci sono province autonome, come Bolzano, con un tasso di occupazione femminile pari al 63%, una regione come la Valle d’Aosta con il 60,8% e l’Emilia Romagna al 60,9% (con dati in crescita positiva, cioè meno disoccuopazione per Ravenna, Bologna e Ferrara), appena superato il Rubicone il dato cambia repentinamente.

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Dopo la Campania si distinguono Sicilia (22,1%), Puglia (22,7%) e Calabria (23,3%): tutte e tre caratterizzate dal fatto che la percentuale scende dal rapporto un’occupata su quattro.

A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento nel welfare: in Italia nessuno si preoccupa seriamente di favorire la conciliazione dei tempi e delle attività. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea.

Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, la spesa pubblica per la famiglia è stata nel 2011 di 20,7 miliardi, pari al 4,6% dei 449,9 miliardi di spesa totale per la protezione sociale. Nel periodo 2007-2011 la spesa per la famiglia è la componente delle prestazioni di welfare che è cresciuta meno: l’incremento è stato di 1,3 miliardi, pari al + 6,9%, vale a dire la metà rispetto all’aumento della spesa complessiva per il welfare in Italia.

In un contesto così problematico per il lavoro rosa, l’Italia mantiene però la leadership in Europa per il maggior numero di imprenditrici e lavoratrici autonome (non un caso: se il lavoro non te lo dà nessuno, te lo devi inventare): 1.565.400, pari al 16,4% delle donne occupate, rispetto alla media europea del 10,3%; in particolare le imprenditrici artigiane sono 367.895. Battiamo anche la Germania.

Fonte: Confartigianato