Come si aspettava il CdA della Rai, Serena Dandini ha replicato alla decisione di non mandare in onda la sua trasmissione “Parla con me” e alle accuse di non aver mai puntato ad utilizzare risorse Rai per i suoi programmi. La conduttrice, infatti, ha dichiarato di essere sempre stata attiva nell’utilizzo delle risorse messe a disposizione dalla TV pubblica:

“La falsità che mi ha dato più fastidio è quella che non ho fatto un programma usando risorse Rai. Io ho sempre fatto il mio programma con risorse interne Rai, che mi dispiace lasciare”.

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Quanto al divano rosso e a tutto ciò che nella trasmissione ruota intorno ad esso, la conduttrice di “Parla con me” ha rivendicato l’idea del programma e l’ha fatto scherzosamente, tirando fuori dalla borsetta un modellino di un divano con sopra una bambola-presentatrice.

In sala stampa di Caffè Fandango a Roma era presente anche Domenico Procacci, leader di Fandango, e il suo direttore editoriale Andrea Salerno. Quest’ultimo ha ricordato ai giornalisti le innumerevoli volte in cui la società privata ha chiesto informazioni alla Rai senza ottenere una risposta certa.

Ma la Dandini fa sapere al suo pubblico che non ha intenzione di mollare e che è pronta a portare valigie e divano su un’altra emittente, rinunciando a qualsiasi break dal lavoro televisivo:

“In questo momento potevo essere a fare il mio programma da qualche altra parte se non ci avessero falsamente rassicurato. Ho scritto a giugno una lettera un po’ naif per chiedere se mi sarebbe stato possibile fare il programma, ci rispose la Lei, rassicurandoci, ma poi è finita come avete saputo. Avevo pensato di prendermi un anno sabbatico, ma per tigna adesso la trasmissione la faccio: rinuncio alla pausa.”

Altri colleghi, tra cui Giovanni Floris, conduttore di Ballarò su Rai Tre, sentono che la perdita della Dandini segni l’inizio di un percorso in salita per la Rai, sempre più attaccata dalle emittenti rivali:

“C’è la sensazione che si smonti a pezzi una rete del servizio pubblico, tra l’altro in condizioni in cui il mercato concorrente si è fatto molto aggressivo. Ha ragione il presidente Garimberti: è una decisione che sembra ispirata da logiche estranee agli interessi della azienda ed alle strategie di mercato”.

Fonte: Il Corriere della Sera