L’attore e regista Sergio Rubini con la sua ultima produzione “L’uomo nero“, ritorna nella sua amata Puglia. Dalle parole del regista si è subito compreso che molti spunti nella narrazione del film derivano dai ricordi d’infanzia, che in un intervista dice:

Se non torni a te stesso cosa racconti? Siamo partiti da alcune immagini della mia infanzia e alcune cose in comune che avevo con Starnone come il padre ferroviere e pittore. La paura iniziale è che il racconto fosse troppo bozzettistico e sfilacciato. Poi abbiamo temuto che che la trama sovvertisse il clima: io volevo fare un film dei sensi.

Questa è la decima regia di Rubini, in molti hanno accostato “L’uomo nero” ad “Amarcord” di Federico Fellini. Il film è in realtà soprattutto un commovente omaggio al padre ferroviere e appassionato di pittura. La pellicola ha diversi punti di contatto con “Baaria” di Giuseppe Tornatore. Riccardo Scamarcio interpreterà il ruolo dello Zio Pinuccio, fratello di Franca Rossetti (Valeria Golino).

Pinuccio è un giovane sotto i trent’anni scapolo, che è proprietario di una drogheria sul corso principale del paese. Insomma un ruolo un po’ inedito per l’attore, che difficilmente avrebbe accettato se a chiederglielo non fosse stato l’amico è conterraneo Sergio Rubini.