Il calcolo delle tariffe dei servizi sociali in Lombardia sarà eseguito sulla base di un fattore famiglia. La Commissione Sanità del Consiglio Regionale ha approvato il Progetto di Legge che introdurrà il FFL: se approvato farà in modo che le famiglie numerose o con figli disabili o persone non autosufficienti a carico paghino secondo una tabella che non considera soltanto il reddito.

La proposta di legge sul fattore famiglia è stata votata dalla sola maggioranza di centrodestra, più per altre ragioni legate al riordino delle Asp (Aziende per i servizi alla persona) che non per questo quoziente particolare. L’opposizione infatti è sulle barricate per l’intenzione da parte della Giunta Formigoni di metter mano ad aziende e fondazioni che sono molto legate, anche patrimonialmente, al loro territorio e rischiano di essere presiedute da uomini di fiducia del Governatore.

Sul fattore famiglia, invece, la questione è più semplice e così l’ha commentata Giulio Boscagli, assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà:

«Questa approvazione non solo è un fondamentale passo in avanti nel processo di riforma del sistema di welfare della nostra regione, ma soprattutto un intervento significativo a sostegno delle famiglie duramente colpite da questa crisi economica. (…) Ci dotiamo di uno strumento più equo che supera i meccanismi che oggi regolano in Italia l’accesso e le tariffe dei servizi sociali e socio-sanitari e agisce partendo dal basso, favorendo la fascia di popolazione con un reddito minore. La sua introduzione è quindi un grande giovamento per tutti quei nuclei che hanno significativi compiti di cura e che devono essere favoriti mediante scale di equivalenza, per l’accesso ai servizi e per il calcolo delle tariffe, più efficaci e giuste.»

La legge prevede una sperimentazione di un anno che sarà attuata presso solo 15 comuni lombardi, mentre per tutti gli altri 1500 comuni si dovrà attendere un altro anno prima dell’applicazione di nuovi criteri. La critica principale mossa dagli avversari è che questa legge potrebbe paradossalmente pesare sui conti delle famiglie che vuole aiutare, perché non è stato chiarita la compartecipazione nella spesa sanitaria dei Livelli Essenziali di Assistenza.

Fonte: Regione Lombardia