Servizio Pubblico e Michele Santoro subiscono il calo di ascolti e ci si chiede come mai sia accaduto. L’approfondimento è di qualità, il programma è il solito di Santoro, peraltro attesissimo per la novità rappresentata dalla multipiattaforma, e allora come mai lo spettatore fugge di fronte a un format ormai collaudato da oltre venti anni?

Una risposta potrebbe essere la mancanza di un nemico da combattere, ossia l’ex premier Silvio Berlusconi: il calo degli ascolti per Servizio Pubblico e Michele Santoro è coinciso infatti con la caduta del vecchio governo e l’avvento di Mario Monti, che per quanto impopolare a molti italiani, si sta dimostrando tecnico e moderato. Il giornalista Maurizio Caverzan ha analizzato il fenomeno.

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Caverzan ha scritto sul calo di ascolti di Servizio Pubblico:

«L’andamento di Servizio Pubblico si presta a molte interpretazioni. Le prime puntate hanno avuto un alto riscontro in termini di pubblico per la curiosità scaturita dall’esperimento multimediale. Santoro ha creato una TV No-logo integrando le piattaforme, TV locali, satellite, Web. Sono sorti dubbi sulla durata, perplessità che sono state confermate (dagli ascolti, ndr).»

Ora che la curiosità è scemata, quindi, Michele Santoro ci metterà del tempo a rialzarsi, anche se l’Auditel in sé presenta delle questioni per cui dovrebbe aggiornarsi per esempio al sistema di programmazione differita della pay TV. Quindi non si tratta di un fallimento della TV No-Logo tout court, bensì di un sistema maggiormente complesso di conteggi che dovrebbe tenere conto di una serie di fattori finora non contemplati.

Fonte: Il sussidiario.