Flavio Briatore è stato ospite ieri a Servizio Pubblico. Intervistato da Michele Santoro, l’imprenditore ha esaminato le vicende economiche e sociali dell’Italia a tuttotondo. Briatore ha esordito commentando i fatti relativi agli scontri durante lo sciopero generale del 14 novembre: a suo parere si tratta di una lotta tra poveri, una lotta che coinvolge dodici milioni di persone, di lavoratori, che in quanto tali non riescono ad arrivare a fine mese. Per una volta Briatore sconvolge il dualismo di pasoliniana memoria studenti-poliziotti, e spiega come in fondo si sia tutti sulla stessa barca.

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Flavio Briatore ha spiegato molto bene come ci siano delle responsabilità in quello che accade, anche in relazione alle pensioni, allo spread, alla pressione fiscale. Una presenza interessante e fuori dal coro a Servizio Pubblico, che è stata incalzata da Michele Santoro in molti modi, in particolare in relazione alla sua amicizia con Silvio Berlusconi.

Il ritratto dell’Italia fornito da Flavio Briatore parla di un fisco che è come Dracula, che succhia ma non restituisce niente, ma si è anche in un Paese in cui le persone sono probabilmente più intelligenti che nel resto del mondo. Le violenze da parte dei manifestanti e dei poliziotti ha molto colpito l’imprenditore, tanto che il discorso torna sulla comprensione di come si sia arrivati a questo punto.

Dopo il discorso di ieri, probabilmente piacerebbe a molti che Briatore facesse politica, anche se non ne sembra per niente interessato, nonostante abbia parlato di questioni ampiamente condivisibili:

«Il sistema è molto forte, molto più di chiunque lo voglia cambiare. Perché quando i politici che vediamo sotto campagna elettorale ci dicono che cambieranno, non è possibile, perché è il sistema che deve cambiare. Il politico ha una sola visione di quello che vuol fare: vuole rimanere lì. Poi il resto non è che interessi molto.»

Fonte: Il Fatto Quotidiano.