Michele Santoro e Servizio Pubblico hanno concentrato i lavori di ieri su due tematiche di scottante attualità, ossia le primarie del centrosinistra e l’Ilva. Presente in studio tra gli altri Matteo Renzi, domani è al ballottaggio con Pier Luigi Bersani. Mancava la controparte, ma probabilmente era inutile per quello che il giornalista voleva far capire: non è la leadership il vero problema politico in Italia, o almeno non solo quello. Intanto continua il suo “talent” sul leader: in gara ancora Nichi Vendola, lo stesso Bersani e Beppe Grillo. Anche l’impostazione de IlLeader è in fondo questo: cercare di far capire all’italiano medio come sia il sistema politico stesso a non funzionare correttamente.

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E quindi se Mario Monti dice che il problema del leader è solo la crosta, Michele Santoro non ha dubbi, come ha spiegato a Servizio Pubblico in apertura:

«C’è un potere immarcescibile che continua a fare prigioniere cultura e libertà. La rivoluzione forse sta iniziando, ma prima che i mille arrivino a Marsala, passerà molto tempo.»

Probabilmente quindi anche secondo Michele Santoro le primarie rappresentano un cambiamento, ma piccolo, la punta di un iceberg in vista che il Titanic venga travolto. L’altro argomento importante per la puntata è stato l’Ilva, attualmente chiusa dopo la decisione dei magistrati. Quello della chiusura non è l’ultimo capitolo della storia perché gli operai hanno poi occupato la fabbrica, che nei giorni scorsi è stata colpita da una tromba d’aria, un fenomeno in realtà molto comune in questo periodo dell’anno nel sud della Puglia, ma che ha rivelato la sua violenza proprio su Taranto.

Anche Renzi ha parlato di Ilva, sostenendo che la politica è mancata a Taranto: negli ultimi venti anni in tutto il mondo lavoro e salute sono andati a braccetto tranne che all’Ilva. Una dichiarazione ampiamente discutibile, dato che sono molti i luoghi in cui il problema c’è e la più grande difficoltà, così come all’Ilva, è stabilire in effetti se l’inquinamento prodotto e l’incidenza dei tumori vadano di pari passo. A questo si aggiunga la difficoltà di una bilancia a due piatti: da un lato ci sono i fumi, dall’altro il reddito di molte famiglie, quelle degli operai impiegati nella fabbrica. Marco Travaglio, nel suo editoriale, si è invece concentrato sull’Ilva dal punto di vista giudiziario, affermando anche lui che la politica non ha fatto nulla:

«Anzi, ha fatto molto e precisamente a favore dell’Ilva che ha continuato a inquinare e a uccidere.»

Fonte: Servizio Pubblico.