Da diverso tempo le case farmaceutiche si propongono di risolvere i disturbi sessuali femminili più comuni, quali calo della libido e frigidità. Dall’Inghilterra, tuttavia, arrivano i risultati di una sconcertante inchiesta: la lobby di Big Pharma sarebbe consapevole dell’inefficacia delle pillole “pro sesso”, messe in vendita al solo scopo di aumentare i propri introiti.

Tempo fa avevamo parlato del Viagra Rosa, la pillola che prometteva il ritorno alla passione sessuale dell’adolescenza, rivelatasi fallace. Da quanto è emerso, questi trattamenti sarebbero assolutamente inutili, se non dannosi, perché le problematiche femminili correlate al sesso non derivano da disfunzioni biologiche, bensì da disagi psichici.

Le cause farmaceutiche, perciò, vorrebbero trattare una questione da psicoterapeuti alla stregua di normali malattie, quali il raffreddore o l’influenza. Il mercato del sesso è sempre più ampio e, giustamente, anche le donne mirano ad una vita relazionale che sia appagante e piacevole. La crescente richiesta di aiuti per migliorare le proprie prestazioni, di conseguenza, avrebbe spinto Big Pharma ad approfittare della buona fede delle interessate, proponendo trattamenti costosi e volutamente inefficaci.

Ray Moynihan, esperto dell’Università di Newcastle, avrebbe dimostrato come le aziende farmaceutiche avrebbero spinto il mercato cercando di convincere ignari medici. Conducendo survey sul desiderio sessuale delle pazienti, si è maliziosamente inculcata la necessità di un trattamento antidepressivo tramite medicinali di dubbia funzionalità, giustificandosi sull’alta percentuale, circa il 40%, delle intervistate che hanno ammesso di aver sofferto almeno una volta di disturbi sessuali.

Così come riporta il The Guardian, la Pfizer, la società che produce il Viagra, avrebbe dichiarato che il 63% delle donne americane soffrirebbe di disturbi sessuali, curabili con l’assunzione di farmaci contenenti testosterone e sildenafil. Interpellati da Moynihan per ottenere informazioni documentate su queste scoperte, gli esperti di Pfizer si sono rifiutati di fornire una risposta adeguata.

In attesa di ulteriori sviluppi sulla vicenda, è consigliato diffidare da trattamenti spacciati come miracolosi, preferendo il valido aiuto di uno psicoterapeuta.