L’orientamento sessuale è sempre un argomento molto dibattuto, che comunque non ha a che vedere con l’identità di genere. Da cosa dipende l’omosessualità o l’eterosessualità? Gli psicologi, da Adolf Adler in poi, hanno provato a dare una spiegazione che forse tuttavia non appare esaustiva, ma dipende dalla casistica. Nel mondo occidentale oggi, tranne in rari casi di gaffe anche politicamente scorrette, non si vuole risalire a una “causa”, se proprio si vuole utilizzare questi termini.

Oggigiorno, l’omosessualità è un fattore di secondo piano. Dal glam rock in poi si è diffusa, anche se l’omofobia è ancora un orrore da combattere, la concezione che l’orientamento sessuale non influisce nel peso di una persona. Molti grandi artisti sono stati o sono omosessuali, come Andy Wharol, Pedro Almodovar, Truman Capote, solo per citarne alcuni, e il loro orientamento non ha mai pesato sulla loro arte, tanto che sono considerati dei geni nei loro campi di interesse, l’arte figurativa, il cinema, la letteratura. Ci sono persino delle voci secondo cui William Shakespeare fosse stato omosessuale, il che spiegherebbe molte cose sui suoi sonetti d’amore, ma non li renderebbe assolutamente meno grandiosi.

Aspetto, cuore, cervello e organi sessuali non sono elementi che possono andare sempre di pari passo. Se ogni essere umano resta senza interventi chirurgici “correttivi”, ha un sesso che si identifica attraverso il proprio corpo con i caratteri sessuali primari e secondari. Fanno eccezione gli ermafroditi, che posseggono, a livello cromosomico una via di mezzo tra i cromosomi XX della donna e quelli XY dell’uomo. Il codice genetico segna fortemente l’aspetto di una persona, che può essere maschile o femminile, o anche una via di mezzo, segnata fortemente anche dal look e dalle mode.

L’identità di genere e l’orientamento sessuale sono invece cose ben differenti. Il primo rappresenta quello che ognuno vede in se stesso: suvvia, su questo frangente non bisogna negare l’evidenza, e come in ogni persona c’è una parte buona e una cattiva, in ognuno c’è anche una parte femminile e una maschile che può essere più o meno spiccata. L’orientamento sessuale invece indica cosa si preferisce tra le lenzuola, se uomini, donne o entrambi. E non è un fatto che dipende solo da chi attrae maggiormente, ma è anche una questione di affettività, d’amore.

Nella guerra tra i sessi, chi perde è colui o colei che non riesce a distinguere bene le cose, che non riesce a trovare pacificazione con quello che realmente è. All’interno della sessualità ci sono molte sfumature che deviano dalla posizione del missionario tra uomo e donna, per cui bollare l’omosessualità come deviazione o devianza (sebbene qualcuno ancora oggi lo faccia) è errato e riduttivo. “Siamo eterosessuali per approssimazione” scriveva Irvine Welsh. E forse qui la letteratura viene incontro per dare al fenomeno la spiegazione più semplice ed esatta.

Fonte: The Frisky.