Non è poi così futuristico che sesso e design si incontrino; c’è chi sostiene che il lato erotico della vita possa essere definito come arte, così come c’è chi ne intravede un utilizzo pratico e funzionale. Se quindi anche voi vedete in un vibratore un perfetto portabracciali, non vi stupirà la mostra allestita al Triennale Design Museum di Milano, fino al 10 marzo.

Intitolato “”Kama. Sesso e Design”, il percorso vuole esplorare il lato hot del design dalle avanguardie del Novecento fino ai giorni nostri, passando per pezzi e nomi celebri come Piero Fornasetti, Ettore Sotsass, il divano Mae West di Salvador Dalí e il The Great Wall of Vagina di Jamie McCartney. Una mostra visivamente forte, e non per niente vietata ai minori di 18 anni. Che tuttavia si perderanno l’intento filosofico-morale dell’evento: far rientrare la sessualità nella normalità delle cose, senza ricalcarne il presunto lato perennemente demonizzato e senza farne una mera merce di scambio, come quella spiattellata banalmente ogni giorno dai media.

Se il lato culturale di questa mostra è dunque così nobile, perchè vietarne l’ingresso ai minori di 18 anni? Perchè perdere un’occasione per insegnare (forse non ai bambini, ma agli adolescenti sì) ai ragazzi che cos’è veramente il sesso? Il fatto è che ci nascondiamo dietro a secoli di retaggi culturali che impediscono a genitori e a professori di parlare serenamente a figli e studenti di argomenti cotanto scabrosi.

Percepiamo ancora il sesso come una “cosa sporca”. Ma non ci rendiamo conto che la nostra è soltanto pigrizia. Sì, un’accidia tale da ritagliarsi il suo pezzo di inferno tanto quanto la lussuria. Perchè non vogliamo prenderci la responsabilità di spiegare, distinguere, insegnare a ponderare e a valutare. Perchè se ai giovani, e soprattutto alle giovani donne, venisse spiegato con maggior solerzia che svendersi nega automaticamente qualsiasi piacere, forse ci sarebbero meno scandali e più persone capaci di crescere e di scegliere consapevolmente. Anche da adulti. Ed è soltanto svestendosi dei tabù che si può riconoscere ciò per cui vale veramente la pena spogliarsi poi dei vestiti.

Sogno da una vita un’educazione al piacere, soprattutto per le donne, fin da piccole: studiare come lasciarsi andare, come esplorare il proprio corpo, come cercare il godimento. Per comprendere cosa si vuole da un rapporto, per non sbagliare partner nella vita, per assaporare ogni momento, da sole e in coppia. Troppo libertina? Rileggete con cautela, perchè in realtà in questo senso mi sento piuttosto bacchettona.

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