Eiaculazione precoce: forse uno dei tabù più grandi della sfera maschile, eppure sono più di 4 milioni gli italiani che soffrono di questo problema. Tuttavia sono pochissimi coloro che si rivolgono a un esperto. Non farlo, però, significa negarsi il diritto alla salute sessuale, del singolo e della coppia: è questo il tema affrontato al XVI Congresso della Società Italiana di Andrologia (SIA), a Roma dal 25 al 27 novembre.

La maggior parte degli uomini non ne parla per imbarazzo, per pudore, molti addirittura, il 76%, lo ritiene un problema più imbarazzante della disfunzione erettile, ma non parlarne significa aggravare il problema.

L’eiaculazione precoce, se non affrontata, può causare problemi che non riguardano solo la sfera sessuale: il 50% degli uomini si sente meno sicuro di se stesso, il 64% riporta molta o moltissima frustrazione. Quanto al sesso in sé, il 31% non prova piacere durante il rapporto e ancor più importante il 50% si rende conto che il disturbo nuoce alla relazione di coppia.

Le donne non sono poi tanto più brave degli uomini ad affrontare questo tabù, spesso non ne parlano per il timore di urtare la sensibilità del partner. E questo comporta anche nella donna ansia, sentimenti di rabbia e frustrazione e nei casi più gravi anche la perdita dell’intimità.

Solo il 53% delle partner raggiunge sempre o quasi l’orgasmo. E solo il 38% delle partner si definisce soddisfatta nel rapporto sessuale.

Bisogna affrontare il problema di petto e parlarne all’interno della coppia è solo il primo passo perché la soluzione la può dare solo un esperto. Chiedere aiuto a un andrologo è l’unico modo per riappropriarsi del proprio diritto alla salute sessuale.