Avete presente quei film, per lo più pellicole in costume, in cui puntualmente c’è la scena del ballo in maschera in cui i presenti fanno di tutto solo perché hanno il viso nascosto da una mascherina nera? Ecco, quello è un esempio lato di comunicazione mediata, in cui una persona può finalmente liberarsi da molti tabù, facendo affidamento sul fatto che gli interlocutori non posso vedersi in volto.

Oggi, possiamo dirlo senza temere smentite, c’è il mondo dei social network, una sorta di gigantesca festa in maschera, dove ci si nasconde dietro il monitor di un PC e dove si possono più facilmente perdere i freni inibitori. Ed è così che si è venuto a creare una sorta di nuovo fenomeno, molto più diffuso di quanto si possa pensare, in cui anche i più insospettabili si lasciano andare a conversazioni a luci rosse.

La possibilità di poter scrivere ciò che si pensa senza doversi curare delle possibili conseguenze è il sogno di tutti, ed è certo agevolata dalle distanze e dal fatto che le persone coinvolte in questo genere di conversazioni non si trovano nello stesso posto allo stesso momento. Di sicuro tutto questo ha dei lati positivi, ma non è tutto oro quello che riluce.

Certo, ci si libera di molti pesi e dalle convenzioni sociali che, spesso, impedirebbero di poter manifestare chiaramente i propri pensieri, soprattutto quelli meno puritani, che difficilmente si ha il coraggio di dichiarare di persona. Allo stesso modo, anche l’autostima di chi di solito è frenato da grande timidezza e riservatezza fa dei grandi passi in avanti, grazie alla possibilità di essere così sessualmente espliciti. Sessualità diretta che spesso sfocia in veri e propri spettacoli hard condotti davanti alle proprie webcam o con la distribuzione di video e fotografie osé. Il passo da Facebook al Porno 2.0 è fin troppo semplice.

Eppure sono stati avanzati alcuni dubbi circa la effettiva utilità di questo nuovo fiorire di relazioni che traggono nutrimento da frasi dette da persone che, nella vita reale, non sarebbero mai così dirette come si permettono di essere su Internet. In sostanza, c’è il rischio di una sorta di dissociazione della personalità che rischia di ripercuotersi sulle relazioni interpersonali, quelle vere. Siamo proprio sicuri, infatti, che una persona solitamente schiva e riservata non finisca per confondere vita reale e telematica, complicando ulteriormente le sue relazioni interpersonali?