A inaugurare le danze è stato James Franco, a cui è seguito a ruota Jake Gyllenhaal: pare che l’ultima tendenza dei divi hollywoodiani sia svelare al pubblico quanto tempo venga dedicato ai piaceri dell’autoerotismo. I residenti negli Stati Uniti, però, sanno bene come alla base di queste affermazioni non vi siano boutade pubblicitarie, bensì argomentazioni ben più serie. A quanto pare, una delle più influenti candidate al Senato americano avrebbe puntato il dito contro la masturbazione, proponendone il divieto.

Si chiama Christine O’Donnell, ha 41 anni e concorre come candidato dei Repubblicani per lo stato del Delaware. La donna è il cavallo di battaglia del conservatorismo americano: si contraddistingue per un odio dichiarato nei confronti di gay, lesbiche, minoranze etniche, sesso, divertimento, masturbazione e Hare Krishna. A novembre, inoltre, verrà a Forlì per esportare il proprio modello anche in Italia.

Al grido di “I’m not a witch”, “non sono una strega”, il politico ha spiegato come la masturbazione maschile sia alla stregua dell’aborto, perché gli spermatozoi sarebbero a tutti gli effetti degli esseri viventi. Per quella femminile, invece, si tratterebbe di un vero e proprio abominio, contrario alle volontà della Chiesa. Si, perché la filosofia alla base della O’Donnell è l’estremismo cristiano che sfocia nella messa in pratica letterale dei dettami della Bibbia.

Di recente, la candidata si è esposta al pubblico ludibrio per aver duramente attaccato i sieropositivi, in particolare tutti i pazienti già in AIDS conclamata. Secondo la donna, è ingiusto che lo stato investa per la cura di queste malattie, perché derivanti da condotte impure e dall’abuso del sesso. Tra cui figurerebbe anche la masturbazione che, contrariamente a quanto stabilito dalle sanità internazionali, per la O’Donnell sarebbe un veicolo di contagio.

E mentre in America esplodono le critiche e l’opinione pubblica si schiera fortemente contro queste visioni arcaiche della società, in Italia non poteva che trovare terreno fertile su cui attecchire. C’è chi infatti, come Massimo Merendi del “Tea Party” italiano, non vede l’ora che anche nel Belpaese approdi una simile rigidità:

La O’Donnell ora è in piena campagna elettorale, poi verrà qui a portare il suo esempio, la politica fatta dal basso che sconfigge l’estabilishment dei baroni. La destra italiana deve ispirarsi anche a lei per rinnnovarsi. Non seguire Fini, ovvio, ma rinnovarsi.

In tutto questo trambusto, però, risulta lecito chiedersi chi eventualmente controllerà che non venga infranto il divieto dell’autoerotismo. Dobbiamo attenderci un poliziotto della masturbazione in ogni camera da letto?