Per molti adolescenti italiani la televisione è il punto di riferimento principale in termini di educazione sessuale. Questo è quanto risulta da uno studio della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) diffuso al termine del convegno dei ginecologi su adolescenti e comunicazione svoltosi oggi a Roma.

Il 10% dei ragazzi e delle ragazze italiane, circa 300.000 giovani, considera infatti la TV come il primo strumento per informarsi sulla sessualità. La stessa percentuale di chi preferisce la comunicazione con fratelli, sorelle e insegnanti.

Secondo la psicologa e professoressa della Bocconi di Milano, Chiara Micheletti, la TV non rappresenta però un modello positivo per i giovani.

La continua visione di corpi seminudi e di atteggiamenti ammiccanti è dannosa per la crescita degli adolescenti: può rendere precoci e aumentare la probabilità che non utilizzino autoprotezione contraccetiva e nei confronti di malattie sessualmente trasmissibili.

Tra gli altri strumenti prediletti dai giovani per informarsi sul sesso oltre alla televisione vi sono Internet e la radio. Questo indica la mancanza di un’adeguata comunicazione sull’argomento in famiglia e a scuola. Un primato, come sottolineato al convegno, tutto italiano. Il presidente della Sigo Giorgio Vittori lancia allora una proposta particolare.

In mancanza di punti di riferimento gli adolescenti si rivolgono alla TV. Quindi gli idoli dei ragazzi possono essere formati a hoc. Servono corsi in cui i medici spieghino a presentatori, Vip, attori, sportivi e deejay i giusti messaggi da trasmettere.

Vedremo se i conduttori televisivi risponderanno all’appello di Vittori. Voi che ne pensate?