In una scena del film “Giovani, carini e disoccupati“, una dei protagonisti si risvegliava dopo una notte di sesso occasionale, senza ricordare il nome del suo partner di una notte, annotando sull’agenda di averci fatto sesso. Il sesso occasionale, di questi tempi non è certo visto di buon occhio: il rischio AIDS e papilloma virus è purtroppo dietro l’angolo e, può sembrare una banalità, ma certe malattie non guardano in faccia nessuno.

La cosa più importante quando si fa sesso occasionale è fare sesso sicuro. E se per caso siamo ubriachi e non ci si rende conto di tante cose, ci conviene contattare un medico o un consultorio il giorno dopo, per le precauzioni del caso. Inutile fare i moralisti e pensare che non capiterà mai a noi che abbiamo la testa sulle spalle: un momento di pura follia può capitare a tutti. Ma adesso che abbiamo esaminato il lato serio della questione, possiamo passare a quello faceto.

Uno dei nodi fondamentali è: come ci si ricorda il nome del proprio partner di una notte? Il sesso occasionale non arriva esattamente come un fulmine a ciel sereno, cioè non si incontra uno in discoteca o al bar e gli si dice “vuoi fare sesso con me?”. C’è una fase minimale di flirt, di corteggiamento, in cui si parla con questa persona. Per cui, quando ci dirà il suo nome, pensiamo a un’associazione d’idee, per non fare brutta figura il giorno dopo. Al limite la brutta figura lasciamola fare a lui, ma non prendiamocela se non ricorda il nostro nome, anzi accogliamo tutto con un sorriso: in fondo sarebbe potuto capitare anche a noi. Cerchiamo di non fare inoltre delle associazioni di idee strambe, come ad esempio le vecchie vicine di casa che sentono una parola nuova come “giubbotto in crosta” e ricordano “crostata”, soprattutto se il nostro lui si chiama Omar, Yuri, Werther o qualche aberrazione onomastica tipica degli anni ’80 come JR.

Il mattino dopo è solitamente l’occasione giusta per parlare con il nostro partner occasionale, per cui cerchiamo di non avere fretta di rivestirci e scappare, in fondo si è condiviso un momento molto intimo, al di là di cosa possa significare in prospettiva. Ci sono molte donne che sono partite dal sesso occasionale per poi trovare l’amore della vita. Il nervosismo potrebbe indurci a parlare, parlare, parlare. Cerchiamo di selezionare gli argomenti di discussione e soprattutto non facciamo notare se il sesso non è stato un granché: se non si conosce a fondo il corpo dell’altro è molto difficile farlo subito bene.

E dobbiamo mettere in conto che durante il sesso possono capitare cose strane. Non scomponetevi se il vostro lui ha strani nei o terzi capezzoli: tutti noi abbiamo dei difetti fisici, e non è certo il caso né buona educazione infierire sull’altro. Lo stesso dicasi per problemi erettili, dimensioni o sciocche fissazioni. Prendete il meglio da ogni situazione, questo vale per tutte le esperienze di vita.

Infine, è di vitale importanza mettere le cose in chiaro. Il sesso occasionale che poi diventa ad esempio un rapporto di sesso-amicizia è un conto, l’illusione di diventare più che amanti un’altra. Soppesate sempre i vostri sentimenti, soprattutto nei momenti che accennano a cambiare: essere sinceri con noi stessi è il primo passo per essere sinceri con gli altri e un amico in più non guasta mai.