Qualche mese fa il tema della sessualità femminile era stato scosso da una notizia sensazionale: una pillola, chiamata Viagra Rosa, sembrava pronta per risvegliare i sensi assopiti anche delle donne ormai senza speranza. Lo scorso giugno, però, i primi test sul farmaco avevano mostrato effetti collaterali spiacevoli, come sonnolenza e depressione. Ora il dibattito torna prepotentemente sui media, soprattutto americani: un simile ritrovato serve davvero alle donne?

La sessualità maschile è prepotentemente fisica e tali ne sono i suoi effetti. Non è un caso, perciò, che i farmaci contro l’impotenza abbiano un discreto successo nel controllo delle erezioni. Basta, in genere, un livello medio di eccitazione mentale affinché le compresse provochino una corrispondenza a livello fisico.

Per la donna, invece, la questione si fa decisamente più complessa. La sessualità femminile, infatti, è fortemente legata alle emozioni e al benessere psicologico. Un farmaco per la libido della donna, quindi, non deve agire a livello fisico, bensì sulla complicata sfera mentale. Il rischio di un intervento di tipo farmacologico è quello di scombussolare precisi equilibri chimici del cervello, arrivando così a effetti nefasti come depressione, ansia o addirittura narcolessia. Effetti, questi, che lo scorso giugno avevano sollevato non poche polemiche da parte della FDA, l’agenzia del farmaco americana.

Per molti esperti a stelle e strisce, perciò, i disagi sessuali femminili sarebbero materia dello psicoterapeuta anziché della farmacologia. Anna Potter di Fox News, tuttavia, si chiede cosa fare per tutte quelle donne per cui una terapia psicologia si è rivelata fallace: si tratta di casi senza speranza? La giornalista ha proposto un approccio diverso: smettere di considerare la donna tramite categorie maschili.

Il problema, infatti, pare essere correlato ai negativi messaggi che l’ambiente medico, e quello sociale, inconsapevolmente trasmettono in materia di sesso. Tutto ciò che non rientra nei canoni di una normalità scientifica sessuale, viene considerato come disfunzionale. Dalla mancanza dell’orgasmo al semplice disinteresse per l’erotismo, la donna impara presto a essere “sbagliata“, a sentirsi diversa verso le altre. Sentimenti, questi, che non solo non curano gli eventuali disagi a livello sessuale, ma ne creano addirittura di più profondi. Il segreto, allora, potrebbe essere quello di riconoscere che ogni donna ha una propria sessualità a sé stante, che si esprime con effetti sia fisici che mentali molto diversi fra le appartenenti al genere femminile. Non vi è alcuna anormalità nell’essere vagamente disinteressate al sesso, così come il non raggiungimento dell’orgasmo potrebbe essere anche solo indice di una stimolazione non adeguata o di una cattiva alchimia con il partner.

Difficile, però, stabilire quale delle due posizioni sia quella veritiera: le donne davvero necessitano di un farmaco per l’amore o devono, invece, imparare ad amare di più loro stesse?