Lo sdoganamento del porno, nonchè la libertà sessuale, il chick lit, l’emancipazione femminile, etc, etc, non sembrano nonostante tutto rendere giustizia alla qualità che dovrebbe avere il sesso, occasionale o duraturo che sia.

Sono sondaggi, come quello condotto da una nota marca di preservativi, a confermarlo: una percentuale consistente di persone infatti (precisamente il 43% degli intervistati), avrebbe dichiarato di poter tranquillamente rinunciare al sesso per un anno, purchè non venga tolto loro internet.

Credo che per “internet” si intenda qualunque genere di supporto connesso, dagli smartphone, ai tablet, alle consolle per i videogiochi; insomma, tutto ciò che costituirebbe la realtà virtuale sarebbe meglio del sesso per moltissime persone.

Dapprima sono rimasta perplessa; ma se la situazione è davvero questa, qualche motivo dovrà pur esserci. Forse un dato come questo è soltanto una fotografia piuttosto nitida, quanto sconfortante del presente.

Un presente che vede l’insoddisfazione dilagante nei rapporti di coppia da una parte, e una realtà virtuale piena di risorse dall’altra. E la seconda pare compensare in tutto e per tutto la prima.

Perchè con internet si può giocare, si possono intrattenere rapporti relazionali, si possono trovare informazioni di ogni genere e contenuti multimediali di ogni sorta, compreso un sesso palliativo che probabilmente risulta più soddisfacente di quello reale.

Per quanto io sia sempre stata affascinata dalle possibilità offerte dalla tecnologia e dall’essere connessi col resto del mondo, non riesco a non provare un’infinita tristezza.

Perchè il virtuale è bello, ma la realtà dovrebbe esserlo di più, per sola definizione. E il sesso è uno dei piaceri più interessanti che ci sono stati concessi su questo pianeta. Rinunciarci in partenza è un errore. Ma se facessi la stessa domanda a me stessa o a voi, non so quale sarebbe la risposta. Rinunciare a internet per un anno di sesso? O rinunciare al sesso per un anno di internet? Questo pare essere l’amletico quanto assurdo ilemma dell’era 3.0.

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