Le scene di una volta forse, e ribadisco forse, non esistono più. Quelle che vedevano mariti impuniti nascondere sotto chiave giornaletti e videocassette porno, e mogli “ignare” o presunte tali che in vena di grandi pulizie scoprivano l’intero arsenale e che poi decidevano se soprassedere in tacito accordo (pensando però al compagno come ad un autentico pervertito, ma perdurando nel suo ruolo di sottomissione totale) oppure se partire con l’insana scenata di gelosia e soprattutto di indignazione.

No, quelle scene non si verificano decisamente più. Perchè non c’è più nessun giornaletto o videocassetta da nascondere. Bastano un pc e, se proprio si vuole celare qualcosa, una cartella protetta e una manciata di password. Ma è cambiata anche un’altra cosa, pare. Le donne di oggi ormai sanno, a prescindere. Non solo: spesso ricambiano il favore, intraprendendo anch’esse la strada del porno.

Nelle coppie meglio assortite l’hard è argomento di conversazione e anche di condivisione: filmati e immagini si guardano insieme, si commentano, si usano come ispirazione; in coppia. Tutto questo è certamente sconcertante per una parte della società, quella ancorata saldamente ai bauli chiusi pieni di giornaletti.

Per il resto del mondo si tratta di un’apertura quasi utopica, per la sua trasparenza, per l’aspetto della condivisione, per il confronto costruttivo. Tutte belle, ottime cose. Ma fin dove può arrivare questa apertura prima di diventare quasi invadente?

La prima parola a venirmi in mente è “degenerare”; ma no, ho deciso di non usarla perchè mi sembra avere una connotazione negativa adattissima a quel contesto medievaleggiante che contrasto da anni con tutte le mie forze. Tuttavia sono convinta che, come in tutte le cose, anche nella questione “porno di coppia” ci siano dei limiti, o comunque una media res da inseguire perentoriamente.

In quale quantità il porno all’interno di una coppia non rischia di danneggiare, urtare, invadere lo spazio intimo? Perchè se le donne ci si avvicinano con cautela, e forse anche con un ingiustificato timore, servendosene esclusivamente per trovare ispirazione, è oggettivo invece che gli uomini ne facciano spesso un abuso da camerata (whatsapp, facebook e tutti i social di condivisione sono ahimè un valido aiuto in questo senso) che ricorda quasi i vecchi bauli. Soltanto che oggi si è buttata via la chiave, lasciandoli aperti.

Io ho una proposta: care donne, perchè non cominciamo seriamente a pensare anche noi a comprarci un bel baule e a condividerlo con le amiche? Perchè non cerchiamo e non chiediamo assiduamente una letteratura, una filmografia, una cultura porno pensata appositamente per noi e non la facciamo diventare un sano argomento di conversazione con altre donne? Uno di quelli da Sex and the City e chick lit, in modo da ricambiare anche in questo il favore che ci fanno i nostri uomini, quando ci informano (evviva la sincerità eh, per carità!) di tutti i buchi altrui che vedono quotidianamente?!

Perchè anche la tolleranza ha un limite; e, sì, a volte si tratta anche di gelosia. Infondata forse, ma latente e molto, molto fastidiosa, a volte persino pericolosa per gli equilibri della coppia. E dato che gli uomini sono poco inclini a cercare la giusta misura, cerchiamo di controbilanciare noi, con la stessa moneta. Cosa ne pensate?

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