Causata nella maggior parte dei casi dall’herpes virus humano di tipo 6B (HHV6B) e più raramente dall’herpes virus 7, la sesta malattia (roseola infantum o esantema critico o subitum) è una patologia infettiva che colpisce tipicamente i bambini tra i sei mesi e i due anni di età. Per questo motivo, è estremamente improbabile contrarla durante la vita adulta, anche perché chi l’ha avuta in età infantile è poi immune: le reinfezioni sono rare.

Molte future mamme, tuttavia, sono preoccupate: cosa può accadere nel caso siano state a contatto con bambini infetti? Come avviene la trasmissione? Il contagio avviene per via rinofaringea, con starnuti, tosse, ma anche semplice vaporizzazione della saliva e penetra attraverso le vie aeree superiori o la congiuntiva. Il periodo di incubazione dura circa due settimane e la sesta malattia si manifesta con febbre molto alta per circa quattro giorni e, al suo calare, macchioline rosse prima sul tronco e poi su tutto il corpo. L’esantema appare e regredisce totalmente nell’arco di 24-48 ore. Si è particolarmente infettivi quando si ha la febbre alta e, comunque, nella fase dell’esantema.

Nel raro caso in cui la sesta malattia venga contratta durante l’attesa, il contagio comporta rischio di aborto e malformazioni: l’incidenza di questi rischi è, però, molto più bassa rispetto a quanto avviene in caso di altre malattie, come per esempio il citomegalovirus.

La terapia, che di solito consiste nella somministrazione di ibuprofene e paracetamolo, deve essere stabilita dal proprio medico curante: come sempre in gravidanza, l’automedicazione può rivelarsi più pericolosa della sintomatologia da curare.

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