Il 20 novembre di 22 anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione sui diritti dell’infanzia, ratificata oggi da ben 193 paesi del mondo. Un momento straordinario, che viene celebrato ogni anno e anticipato da una settimana dedicata al tema dei diritti dei più indifesi.

La settimana dei diritti dell’infanzia si celebra quest’anno dal 15 al 20 novembre, e in questi due decenni molto è stato fatto per sensibilizzare l’opinione pubblica e contrastare lo sfruttamento dei bambini garantendo loro un’infanzia serena. Storiche, ormai, le battaglie contro il lavoro minorile e l’ingaggio dei minori nelle guerre africane.

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I punti cardine della Convenzione riguardano la non discriminazione, il superiore interesse del bambino in ogni legge o provvedimento, il diritto alla vita, alla sopravvivenza e al sano sviluppo e il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano.

Sono moltissimi anche i personaggi dello star system che si sono impegnati su questo tema: memorabili in passato le campagne di Lady Diana; oggi, il nostro Roberto Bolle si distingue per il suo impegno prestando la sua immagine e la sua arte per raccogliere fondi.

Ma c’è un piccolo vezzo che riguarda milioni di persone in tutto il mondo, inaugurato l’anno scorso e che anche quest’anno si è ripresentato con la stessa forza: sostituire l’immagine del proprio profilo sui social network con quella di un cartone animato o di un personaggio della nostra infanzia.

Su Facebook e Twitter si moltiplicano così a vista d’occhio le immagini delle favole Disney, dei robot giapponesi, dei numerosi personaggi che hanno alimentato l’immaginario dei giovani adulti di oggi che per qualche giorno tornano bambini per omaggiare quel periodo magico dell’infanzia che dovrebbe essere incantato per tutti, a tutte le latitudini.

Fonte: Unicef; oneWeb 2.0