Si sta svolgendo in questi giorni in ben 170 paesi nel mondo l’annuale appuntamento con la 20esima Settimana Mondiale dell’Allattamento al Seno,organizzata dell’Unicef per informare le donne sui benefici dell’allattamento dei neonati e per promuovere questa importante pratica.

Una prassi, quella dell’allattamento, che, nonostante la dimostrazione scientifica dei suoi benefici, non è ancora praticata come dovrebbe.

Nel mondo, secondo le stime Unicef, sono solo il 39% delle mamme allattano i propri bambini  al seno, e, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, la percentuale continua a rimanere ferma.

Se l’allattamento al seno fosse stato promosso in modo più efficace – afferma Anthony Lake, direttore generale dell’Unicef – e le donne fossero state protette dal marketing aggressivo dei sostituti del latte materno, oggi molti più bambini sarebbero sopravvissuti e cresciuti, ci sarebbe stata una minore incidenza di malattie e tassi più bassi di malnutrizione e arresto della crescita.

Quindi, secondo l’Unicef, non si tratta solo di una pratica che non viene scelta dalle donne a causa di scarsa informazione sui suoi benefici, ma il ricorso a metodi di nutrizione alternativi per i neonati deriverebbe da un interesse economico di multinazionali e aziende produttrici.

Aggiunge poi Lake

l’allattamento al seno deve essere valutato non solo come un incredibile vantaggio per salute ma anche come un risparmio a lungo termine per i Governi.