“Sex and the City 2” è il sequel del film che ha debuttato nel 2008, diretto da Michael Patrick King e arrivato finalmente nei cinema oggi 28 maggio.

L’omonima serie TV della HBO, creata da Darren Star e basata sul romanzo omonimo di Candace Bushnell, ha ricevuto un grande successo e è stata premiata molte volte sia con i Golden Globe che con gli Emmy Award. Il film del 2008, costato appena 65 milioni di dollari ha registrato un incredibile successo in tutto il mondo, guadagnando circa 415 milioni di dollari.

Sex and the City 2” è destinato con molta probabilità a ottenere gli stessi risultati, se si tiene in considerazione quanto sia stato atteso: le prevendite dei biglietti sono esaurite da mesi e sarà curioso sapere quanti si saranno precipitati nelle sale per vederlo in questo primo weekend dall’uscita.

Stando alle ultime indiscrezioni trapelate sul Web, sembra che potrebbe uscire anche una terza pellicola e anzi che dovrebbe arrivare molto prima di quanto ci si possa aspettare.

Sex and the City 3” sarebbe l’ultimo film che verrebbe prodotto ma in realtà ci sono molte perplessità a riguardo.

La serie TV si basava sulle quattro amiche newyorkesi allora trentenni che dovevano combattere tra disavventure amorose e problemi lavorativi. Con il primo film Carrie, Miranda, Samantha e Charlotte erano già arrivate sulla soglia dei 40 e iniziava per loro a farsi viva la voglia di maternità, di un matrimonio o comunque di una convivenza.

Nel secondo film le quattro amiche sono all’alba dei loro 50 anni. Le stesse attrici, nonostante ritocchi e aggiustamenti, non sono più giovani e è ovvio che si vede. Infatti Sarah Jessica Parker e Kristin Davis hanno ora 45 anni, Cynthia Nixon ne ha 44 e Kim Cattrall ha superato i 54 anni.

“Sex and the City 2” si apre su Samantha (Kim Cattrall) che è irriconoscibile: il viso tirato dal lifting sembra deformato e le rughe avanzano inesorabilmente. Poi c’è Carrie che a parte il viso, anch’esso stirato e tirato qua e là, non manca di metter in mostra il suo seno rifatto da pin up.

A questo punto è lecito chiedersi: se nel primo film le quattro protagoniste affrontavano i problemi tipici delle quarantenni e nel secondo quelli della cinquantenni, nel terzo film di cosa si potrebbe parlare? Non verrebbe snaturata la trama principale della serie e a quel punto non diventerebbe impensabile poterlo chiamare ancora “Sex and the City“?