Sexual surrogate: quando la vita di {#coppia} si arricchisce di un terzo partner per la risoluzione dei problemi di {#sesso}. Non si tratta, però, di un amante scelto di comune accordo e nemmeno di ménage à trois improvvisati, bensì di una vera e propria figura professionale.

La professione dei Sexual Surrogate nasce negli anni ’70 dal gruppo di ricerca Master And Johnson, che l’hanno teorizzata nel volume Human Sexual Inadequacy. Alla base dello studio, la tesi che molti problemi attinenti alla sfera erotica della coppia – dalla semplice timidezza alle disfunzioni erettili – possano essere risolti, o quantomeno alleggeriti,dalla presenza di un terapista particolarmente complice. Una persona, in altre parole, che non solo spiega alla coppia come liberarsi da certi fantasmi che inibiscono la passione, ma che anche si presta a veri e propri incontri intimi.

I Sexual Surrogate, in grande maggioranza donne, sono decisamente diffusi negli Stati Uniti, sebbene la loro posizione sia stata spesso criticata perché fin troppo vicina alla poligamia. Il terapista, pur agendo da un punto di vista professionale, diventa a tutti gli effetti un terzo elemento della relazione, almeno per tutta la durata del percorso di “cura” richiesto. Si tratta, tuttavia, di una concezione forse fuorviante, perché non sempre il Sexual Surrogate si presta a incontri sessuali con i propri clienti, bensì affronta anche tematiche più leggere o mentali come quello della timidezza al primo incontro, le difficoltà comunicativi fra i partner, le invalidità di tipo fisico che richiedono un adeguato training per riprendere l’attività sessuale e chi più ne ha più ne metta.

Tutte questioni che, almeno agli occhi del lettore curioso, verranno sicuramente messe in secondo piano rispetto a una ben più scottante domanda: come tollerare che il partner possa far sesso con una persona estranea alla coppia, seppur per scopi di terapia? Prima di rispondere a questa domanda, vale la pena di sottolineare come i Sexual Surrogate intervengano in situazioni relazionali complesse – per non dire disastrose – dove il sesso rischia di essere il punto di rottura fra due persone che continuano ad amarsi profondamente. C’è chi, ad esempio, non può più dedicarsi all’erotismo a causa di disfunzioni fisiche – si pensi a tutti coloro che hanno subito gravi danni fisici da incidenti o, semplicemente, agli uomini affetti da forme incurabili di impotenza – e allora la figura del terapista diventa più un gesto d’amore, un regalo che si vuole fare al partner.

Ma a rispondere all’arcano potrebbero essere Nate e Monique, due coniugi intervistati dal network televisivo TLC, che ben spiegano quanto la loro Sexual Surrogate abbia contribuito a salvare il loro {#matrimonio}. I due, fidanzati sin da giovanissimi e ancora insieme dopo 15 anni e tre pargoli al seguito, sono cresciuti in un ambiente estremamente religioso come quello dei mormoni. Abituati a mortificare il loro corpo e ad accoppiarsi solo e unicamente a fini ricreativi, i due si sono ritrovati sull’orlo del precipizio dell’insoddisfazione sessuale, incapaci di vivere le loro fantasie schiacciati dal peso del senso di colpa. Finché non hanno incontrato Mary, una Certified Sexual Surrogate, che ha insegnato loro – anche con la pratica – come sia possibile coniugare amore e desiderio, come il sesso debba essere un elemento unificante, e non mortificante, di una storia romantica. E, soprattutto, i due appaiono ancora più uniti di quanto fossero prima di questa singolare conoscenza.

Fonte: Wikipedia, FoxNews