Le mamme lavoratrici inglesi potrebbero presto godere di sgravi fiscali per assumere baby sitter e collaboratrici domestiche: questa la proposta del premier David Cameron al fine di incentivare il lavoro femminile e incrementare il tasso dell’occupazione rosa.

Agevolare le finanze delle madri che lavorano, quindi, per il premier britannico è la soluzione ideale al fine di limitare gli abbandoni e creare una rete di sostegno alle famiglie. In realtà la proposta di Cameron, che arriva durante la sua partecipazione al “Northern Future Forum Summit” di Stoccolma, riguarda un po’ tutte le categorie di aiuti domestici, non solo quelli legati alla cura dell’infanzia.

Su questo punto, tuttavia, si stanno concentrando molte polemiche innalzate anche da parte dell’opposizione e di alcuni economisti locali, i quali puntano il dito contro questa proposta che andrebbe solo ad agevolare la conciliazione tra lavoro e famiglia all’interno dei ceti più benestanti, rendendo ancora più problematico il menage quotidiano delle famiglie con reddito medio basso.

«Sgravi fiscali per famiglie che si possono permette domestici mentre si taglia il sostegno alla cura dell’infanzia per le famiglie più povere sembra una priorità sbagliata.»

Questo il commento di Gavyn Kelly, direttore del centro studi Resolution Foundation, ma la critica più aspra arriva dalla parlamentare laburista Jessica Morden, che condanna apertamente questa proposta sottolineando la sua assoluta inutilità e, soprattutto, la mancanza di senso della realtà di colui che l’ha ideata per uniformarsi a quanto già avviene in Svezia, dove è nota l’attenzione verso le politiche familiari e i servizi a sostegno della genitorialità.

«Ipotizza sgravi fiscali a persone che possono permettersi i domestici mentre elimina le detrazioni ai genitori lavoratori e taglia gli aiuti all’infanzia alle famiglie in difficoltà.»

Fonte: Mirror UK