“Dite a mastro Shakespeare che voglio qualcosa di più allegro per la dodicesima notte”. La richiesta della regina Elisabetta in “Shakespare in Love” è stata esaudita: la Miramax e la Weinstein Company hanno annunciato che lavoreranno insieme in diversi progetti cinematografici tra i quali il seguito della famosa pellicola del 1998 con protagonista Joseph Fienns nei panni del popolare drammaturgo inglese.

Bob e Harvey Weinstein torneranno quindi a lavorare con la loro precedente casa di produzione, la Miramax Film, lasciata nel 2005 per fondare la Weinstein Company. I due fratelli, inoltre, vorrebbero rilevare il catalogo Miramax di oltre 700 pellicole. Nel frattempo le due aziende hanno programmato per il 2011 il ritorno di “Scream” e “Spy Kids” e in futuro sono in cantiere i seguiti di “Dal tramonto all’alba” e un nuovo “Il diario di Bridget Jones”, ma la partnership potrebbe iniziare proprio con il secondo capitolo di “Shakespeare in Love”, vincitore di sette premi Oscar inclusi quelli per il “Miglior Film” e la “Miglior Attrice”, Gwyneth Paltrow. Ma vediamo di fare un po’ di considerazioni…

I produttori Hollywoodiani lo sanno bene, se un film ottiene un forte successo economico il sequel è d’obbligo. Non importa se la storia è terminata o se il cast originale e il regista non prenderanno parte al progetto, la regola numero uno è guadagnare, sempre. Una tendenza preoccuppante che denota una dilagante serializzazione della settima arte: se andiamo a guardare la classifica dei primi 10 film statunitensi con il maggior incasso del 2010, ad esempio, possiamo notare che solo tre lungometraggi sono originali, il resto è dominato da sequel e ramake.

Inoltre, cimentarsi nella realizzazione di un “capitolo successivo” è quasi sempre un’operazione fallimentare. Nella storia del cinema, infatti, sono molto rari i casi di un seguito degno di nota: a memoria di chi scrive possiamo includere “L’impero colpisce ancora”, “Il padrino: Parte II”, “Batman Returns” e i due sequel di “Toy Story”. E con l’arrivo di “Sahakespeare in Love 2” o, più simpaticamente, “Sheakspeare in Love Again!”, invece, bisognerebbe chiedersi se è veramente necessario riportare sul grande schermo uno dei film più sopravvalutati nella storia degli Academy Awards, strategie di botteghino a parte. E voi, cosa ne pensate?

Di seguito la galleria di immagini e una scena del film di John Madden.