Sharon Stone è al centro di un episodio davvero poco gradevole, che a quanto pare si protrarrà per vie legali. L’attrice è stata accusata di molestie e maltrattamenti da parte di una sua ex collaboratrice domestica filippina, che ha lavorato per lei nella sua residenza per quattro anni.

La donna, di nome Erlinda T. Elemen, ha dichiarato che Sharon Stone l’avrebbe insultata sul posto di lavoro per la sua cultura, il suo accento e la sua religione, fino a impedirle di leggere la Bibbia. Le accuse sono piuttosto sgradevoli, proprio perché riguardano atteggiamenti intolleranti e razzisti che sicuramente non mettono in buona luce l’attrice.

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La Eleman era diventata la tata principale di casa Stone, ma era stata licenziata circa cinque mesi fa. Si dice che la Stone abbia licenziato la tata dopo aver scoperto il pagamento di straordinari alla donna, attuati dai suoi contabili ma da lei non autorizzati: se così fosse, è un dettaglio che contribuisce a dare l’impressione di una diva capricciosa e autoritaria.

Ovviamente l’attrice, tramite il suo portavoce Paul Bloch respinge ogni accusa.

«È in cerca di un’altra opportunità di incassare. Si tratta di una causa frivola per lamentele assurde che sono state inventate e fabbricate».

Ha così seccamente risposto il portavoce dell’attrice, che sarà comunque chiamata a rendere conto in tribunale della faccenda. Verità o menzogna per guadagnare qualche soldo, come sostiene la stessa Stone? Starà al giudice decidere.

Sharon Stone è al momento impegnata con il film Lovelace, sulla pornostar protagonista di “Gola profonda”.

Fonte: Ansa