La puntata di ieri sera di Ballarò verrà ricordata per il particolare intervento di Silvio Berlusconi. Il Presidente del Consiglio ha contattato telefonicamente la trasmissione, spiazzando il conduttore Floris e gli ospiti in studio.

L’episodio andato in onda ha diffusamente trattato della vicenda Marrazzo e del Lodo Alfano, sottolineando le implicazioni che vedrebbero coinvolto Silvio Berlusconi. Il Presidente del Consiglio, evidentemente contrariato, ha deciso di intervenire sovvertendo scaletta e palinsesto.

La telefonata, infatti, è giunta verso il termine del programma e, nonostante Floris abbia cercato di riprendere le redini della conduzione, Berlusconi ne ha imposto lo sforamento.

Il Presidente, non sentendosi adeguatamente rappresentato nonostante la presenza in studio di esponenti del proprio governo, ha accusato la trasmissione di propinare evidenti falsità:

Marrazzo: ho saputo del video da mia figlia Marina, me ne ha parlato come parla una figlia al padre. Mondadori l’aveva già rifiutato perché Mondadori, Chi in particolare, non è né Repubblica né l’Espresso. Ho chiamato Marrazzo, ho fornito il numero dell’agenzia che aveva il documento lasciando a lui la scelta se acquistare il documento o denunciare il fatto alla magistratura. […] L’anomalia italiana non è Silvio Berlusconi, l’anomalia italiana sono i PM comunisti e i giudici comunisti di Milano, che da quando Silvio Berlusconi è sceso in politica e ha sottratto il potere ai comunisti lo hanno aggredito con 103 procedimenti e indagini, 26 processi, più di 2500 udienze, con 109 magistrati che si sono interessati a Silvio Berlusconi e al suo gruppo.

A questo punto, Berlusconi ha perso le staffe: ha accusato malevolmente Rosy Bindi, bissando così la querelle di “Porta Porta”, e Floris, colpevole di cercare di evitare lo sforamento del programma:

No, lei mi lascia parlare! Lei è nella televisione pagata con i soldi di tutti e fa dei processi pubblici non consentendo a chi mette sotto processo di avere il contraddittorio. Questa è una cosa non accettabile in una democrazia, perciò mi lasci finire! […] Non sono a sua disposizione adesso! La televisione, signor Floris, non è mia ma soprattutto non è sua.

Contradditorio che, a dir la verità, è stato garantito dalla trasmissione vista l’equa presenza sia di esponenti della maggioranza che dell’opposizione.

Di seguito, la registrazione della telefonata: