La Sicilia rappresenta molte cose. È una terra ricca di storia, di cultura, di natura, una meta ideale per i viaggi insomma. Ma secondo Frommer’s, la bibbia dei viaggi negli Stati Uniti, è una terra intrisa di omofobia, per cui recandovisi il rischio di essere picchiati è molto alto. Certo, non si può negare che esista l’omofobia in Sicilia, ma certamente la percentuale non è differente da tutti gli altri luoghi d’Italia e del mondo.

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Il giudizio di Frommer’s sulla Sicilia come meta di viaggi ha scatenato una grande quantità di giudizi negativi. E se si conoscesse davvero la storia di questa regione non sarebbe difficile immaginare il perché: gran parte della cultura sella Sicilia proviene dalla Grecia antica, da sempre la culla dell’omosessualità e, seppure è un’isola del sud Italia in cui molte cose sono differenti o almeno lo erano fino a trenta anni fa, oggi la Sicilia è assolutamente al passo dei tempi pur tenendo fede a una cultura millenaria.

Una cultura, quella della Sicilia, in cui si sono susseguiti popoli e dominazioni, lasciando lì un po’ della loro saggezza, dagli arabi con i loro suggestivi palazzi, ai Normanni, agli Svevi, fino agli Aragonesi e ai Borbone. Per non parlare dell’enogastronomia, rinomata in tutto il mondo come un tesoro incredibile, e chi abbia mai assaggiato un cannolo siciliano o una pasta alla norma sa esattamente di cosa si stia parlando. Per Frommer’s invece i luoghi maggiormente gay friendly sono le grandi città come Roma e Milano.

Tra i giudizi negativi che Frommer’s ha attirato a sé quello del primo sindaco gay d’Italia, il siciliano Rosario Crocetta:

«Quando Oscar Wilde scappò perseguitato dall’Inghilterra puritana si rifugiò in Sicilia, dove trascorse un meraviglioso periodo. E che dire del barone tedesco Von Gloeden, che scelse come residenza Taormina, non solo per curarsi la salute, ma per fotografare i ragazzi più belli del mondo.»

Fonte: La Stampa.