Le videoriprese nell’aula scolastica sono consentite solo se autorizzate dal Pubblico Ministero: una notizia per i genitori, che in genere si preoccupano per la sicurezza dei loro bambini nell’ambito scolastico.

È, quindi, una notizia tranquillizzante sulla sicurezza dei figli a scuola. Infatti, poiché l’aula scolastica non può essere considerata domicilio e perché si tratta di un luogo aperto al pubblico dove possono entrare tante persone fra alunni, professori, preposti alla sorveglianza ed alla direzione dell’istituto, familiari degli alunni, le videoriprese investigative sono ammissibili se autorizzate dal Pubblico Ministero senza, quindi, la necessità dell’autorizzazione del Gip.

Nello specifico, possono essere utilizzate delle videoriprese per dimostrare, ad esempio, la fondatezza dell’accusa di maltrattamenti commessi dall’insegnante sugli alunni, ma con l’autorizzazione del Pubblico Ministero, in quanto l’aula della scuola è un luogo aperto al pubblico (Cassazione, Sezione III, 8 maggio 1969, Vernacotola), dove viene svolta solo un’attività riservata, che è quindi possibile assoggettare a controllo visivo sulla base di un provvedimento motivato dell’autorità giudiziaria.

La sentenza è perfettamente in linea con i principi affermati dalle Sezioni unite, nella sentenza 28 marzo 2006, Prisco, quando la Corte ha dettato i principi applicabili alle videoriprese di comportamenti “non comunicativi”, in ambiente privato, distinguendo in proposito tra le videoriprese nel “domicilio” e quelle in luoghi privati “riservati”.

Concludendo, la sicurezza dei vostri bambini a scuola è a 360°: protezione completa dagli insegnati prepotenti e dalle videoriprese invasive.