Sicurezza sul lavoro rosa: una proposta di legge

Sicurezza sul lavoro
Una proposta di legge sulla sicurezza sul lavoro rosa

Al tema della sicurezza sul lavoro femminile è dedicata la proposta di legge bipartisan firmata dalle senatrici Silvana Amati e Ombretta Colli, finalizzata a rivedere tutta la normativa su infortuni e malattie. Un quadro generale confortato dai dati dell’Anmil, che vede le donne non ricevere adeguato sostegno.

Le statistiche parlano chiaro: la sicurezza sul lavoro rosa fa acqua, con le donne che soffrono sia l’ingresso nel mondo del lavoro sia per la difficile conciliazione dei tempi, e ora sappiamo anche che pagano un deficit di tutele.

Nuove garanzie a livello sanitario, riabilitativo, psicologico, economico, sociale, assicurativo e formativo sarebbero, secondo le firmatarie, un adeguamento doveroso nei confronti di un binomio, quello tra donne e disabilità, che è rimasto ai margini del dibattito, per le storiche ritrosie italiane a concepire politiche mirate.

Eppure, con un rallentamento degli infortuni meno significativo di quelli maschili e con le morti sul lavoro addirittura in aumento (57 nel 2011), sembra proprio che ripensare tutte le norme sia una buona idea. Questo almeno è quello che spera il progetto di legge, che di fatto delega il Governo ad attuare dei decreti legislativi che intervengano su tante voci, come l’assistenza, l’assicurazione, il criterio degli indennizzi (con un quoziente che consideri l’importanza della donna in famiglia), l’estensione delle forme assicurative a tutte le forme più o meno riconosciute di cura della persona quasi sempre demandate alle donne.

Durante l’incontro a palazzo Madama è stato presentato anche il calendario 2012 “Donne che vincono” pensato per sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo delle donne, la loro reazione gli infortuni e il loro reintegro nel mondo del lavoro.

Fonte: Sole24Ore

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Tag: lavoro femminile
  • Zaffiro_76

    salve a tutti sono Daniela sono una operatrice ecologica, poichè l’azienda per cui lavoro ci sta imponendo di effettuare il servizio notturno sole, cioè svolgere le mansioni che ci competono sole senza un collega, cosa che fino ad oggi era categorico non si poteva uscire con i mezzi da soli durante il turno notturno, aggiungo che non tutti i mezzi che utilizziamo sono forniti di apparati radio per comunicare con i ns responsabili, ci minacciano che un rifiuto da parte ns comporterebbe un rapporto disciplinare, la mia domanda è c’è un articolo di legge che ci tuteli?

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