Buone notizie: quest’anno sono due donne le trionfatrici del Premio Campiello. Si tratta della sarda Michela Murgia, che ha vinto con “Accabadora”, libro ambientato proprio nella sua terra d’origine, e di Silvia Avallone, che si è aggiudicata il Campiello Opera Prima per il suo “Acciaio”.

È stata proprio la giovane scrittrice esordiente (la Avallone ha solo 24 anni, ma è considerata da molti un astro nascente della narrativa italiana) a scatenare, suo malgrado e senza volerlo, una polemica. O, più che lei, il suo decollété.

Ma andiamo con ordine. Succede che la Avallone, oltre a essere un’ottima scrittrice, è anche una bella ragazza giovane. E, ovviamente, alla serata di premiazione del Campiello, tenutasi al teatro La Fenice, indossava un abito lungo, da sera per l’appunto, e adatto a un evento di quel tipo.

Succede che l’abito ha una scollatura abbastanza profonda sul decolleté, e che questa e il suo contenuto florido vengano notati non da uno qualunque, ma dal re del salotto politico televisivo, Bruno Vespa. Il quale, lungi dal tenersi l’osservazione per sé, ha pensato bene di esternarla al pubblico al momento della premiazione della giovane autrice di “Acciaio”.

Prego la regia di inquadrare il suo strepitoso decolleté!

Così ha detto il giornalista, secondo quanto riferisce un altro collega, Gad Lerner in un articolo pubblicato su La Repubblica.

Chi ha visto la serata di premiazione, andata in onda sulla Rai, si sarà già fatto un’idea personale sulla gravità o meno di queste affermazioni, che sono state stigmatizzate anche da Michela Murgia:

Vespa non mi è piaciuto. Il suo comportamento verso la Avallone e gli apprezzamenti sono stati di cattivo gusto. Se li avesse fatti a me, avrebbe avuto la risposta che meritava. Quando c’è di mezzo una donna, si va sempre a parare sul corpo. Non importa la sua intelligenza, tutto si svilisce, tutto si riduce alla carne.

Vespa si è difeso dicendo che il complimento “era fatto con molta grazia”.

Ovviamente la domanda è cosa ne pensate voi, anche se probabilmente la classe maggiore, in tutta questa storia, ha dimostrato di averla proprio Silvia Avallone, che, con aplomb degno di un diplomatico, ha detto:

A onor del vero ero così emozionata che non mi sono resa conto di nulla. Bisogna comunque valutare il contesto, non eravamo in un’aula universitaria; l’evento, certo, riguardava un premio culturale, ma in un’atmosfera di levità. Comunque, è ovvio che vengono prima i libri dei vestiti. Rispetto il punto di vista di Michela Murgia e mi fa piacere che abbia dato peso all’accaduto anche perché la considero una sorella maggiore, una persona da cui ho molto da imparare.