Fa sorridere la vicenda di Silvia Valerio, poco più che maggiorenne e iscritta al primo anno di università, che per promuovere il suo primo libro, “C’era una volta un presidente – Ius primae noctis”, ha affermato di aver preso una cotta per Mahmud Ahmadinejad.

Da dove è nato questo profondo sentimento per uno sconosciuto, al punto di dire ai giornali che è disposta a perdere con lui qualcosa a cui tiene molto, ossia la sua verginità?

A detta della ragazza, ciò che l’ha conquistata è l’illiberalità del presidente iraniano, eletto grazie allo spoglio pilotato delle schede elettorali, e specifica:

Perché è l’ultimo eretico del nostro tempo, perché nega l’olocausto e pensa di usare l’atomica, perché mette a tacere l’opposizione e minaccia l’America.

La visione del mondo di un uomo violento e mai incontrato personalmente è il motivo che porta una ragazza a rinunciare alla sua verginità, così preziosamente custodita fino a ora, che dovrebbe portare con sé valori maggiormente legati alla riservatezza e all’eleganza morale? Insomma, sembra un controsenso esagerato. Non sarà una provocazione? La ragazza risponde:

Ma no se avessi voluto provocare, avrei scelto Bin Laden. Invece a me piace lui. Vorrei offrirgli il mio fiore ancora puro.

Intanto prima delle dichiarazioni, la ragazza aveva già reso disponibili alcune foto in pose “sensuali”. Quello che dicono i giornali è che dietro le dichiarazioni della ragazza vi sia un’operazione di marketing per lanciare il libro, magari aiutata dalla sorella più grande, che dirige una collana erotica.

Intanto, nonostante, e purtroppo, gli italiani non si scandalizzino più per così poco, si torna a parlare oggi del blog della ragazza, che si sta riempiendo di messaggi di uomini che si propongono come sostituti di Ahmainejad. Ma Silvia, che risponde solo a chi si mostra educato e con un minimo di cultura, replica:

Io non cerco marito. Se così fosse, nel libro non avrei strapazzato tanti uomini e comunque non avrei problemi a trovarne uno. Ma non sono sulla piazza, a me interessa solo il presidente iraniano.

Si potrebbe parlare ore e ore della donna oggetto, di veline e via dicendo. Quello che fa più pensare non è il caso di una singola ragazza che insegue il successo. Ci sarebbe da aggiungere, come è comparso tra i commenti lasciati sul sito del Corriere del Veneto, che tutto quanto riguarda la sfera sessuale di questa ragazza, dovrebbe restare affar suo.

Qualche settimana fa era giunta la notizia che una studentessa neozelandese aveva trovato il modo di pagarsi gli studi universitari: mettendo all’asta la sua verginità al miglior offerente. E l’aveva potuto fare poiché in Nuova Zelanda la prostituzione tra adulti consenzienti è legale, sia in strada che nelle case, e non è insolito trovare annunci sui giornali.

La sola parola “sesso”, si sa, attira subito l’attenzione. Le ragazze che vanno all’università, che hanno una certa cultura e una buona dose di intelligenza, dovrebbero sforzarsi di affrontare la vita, soprattutto i primi tentativi, visto che sono giovanissime, utilizzando queste qualità, invece che il proprio corpo, per arrivare in fretta alla fama e al successo.