Ancora non si placa del tutto il polverone sull’ipotesi di spostamento di alcuni ministeri a Milano che Silvio Berlusconi si proietta in una nuova polemica. Avrebbe affermato, anche se pronta è arrivata in seguito la smentita del suo portavoce Bonaiuti, che la sconfitta in occasione del primo turno nelle elezioni amministrative sarebbe per buona parte imputabile agli stessi candidati sindaci.

La smentita non contribuisce però a rasserenare un clima politico e uno schieramento sempre più compromessi. Quadro opposto quello visto dal Presidente del Consiglio, che dopo il voto di fiducia di ieri ha affermato come la maggioranza sia ora più coesa che mai. Ha riconosciuto inoltre come sul tema del ballottaggio sia stato un errore considerare le amministrative un voto politico.

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A parziale smentita del Cavaliere, proprio sul fronte dei ministeri sembrano esserci delle distanze tra quanto da lui espresso e le affermazioni di Calderoli e Bossi, convinti che sapranno far prevalere le loro ragioni portando a Milano almeno due ministeri. Interviene nella questione anche il Pd, che dalle pagine del Corriere della Sera afferma con Oriano Giovannelli:

“Lega e Pdl continuano i loro balletti inutili sullo spostamento dei ministeri al nord pur sapendo che una proposta del genere avrebbe costi enormi, attribuibili solo ai desideri clientelari di Bossi. Dai primi calcoli in nostro possesso, infatti, risulta che se si dovessero decentrare due ministeri veri, cioè quasi quattro mila persone, servirebbero immediatamente 500 milioni di euro da destinare ai costi per i trasferimenti delle sedi e per gli incentivi al personale”