Tempi di revisione per il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Dopo la sconfitta del Pdl alle recenti amministrative e la decisione della Cassazione riguardo la Legge Omnibus, iniziano a fioccare malumori da tutte le parti. Sia interni al partito e al governo, che sta subendo una sorta di modifica genetica con spostamenti di ruolo, che dalla cittadinanza. Non solo i sostenitori hanno espresso un discreto malcontento, ma in particolare da parte dell’elettorato di sinistra le critiche si fanno sempre più forti.

Dopo la dura campagna elettorale per le amministrative, in particolare per Milano e Napoli, alcuni cittadini si sono risentiti e hanno promesso di denunciare il Premier. Prima ad aprire le danze una donna offesa dalle parole di Berlusconi, il quale identificava come privo di cervello l’elettorato di centro sinistra, ora un cittadino di Parma di fede islamica che lo ha denunciato per incitamento all’odio razziale. Non nuovo ai processi, ben 106 come sostiene lui stesso, ora il Premier dovrà rispondere anche di queste ultime vicende.

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Riad Khawatmi, cittadino di origine siriane esperto di relazioni internazionali, oltre che segretario dell’associazione siro-giudaica di Canada e Stati Uniti e con doppio passaporto italiano e canadese, ha già presentato una prima denuncia al comando provinciale dei carabinieri di Parma e ne ha pronte altre due da indirizzare alle autorità canadesi e statunitensi. Offeso dalla parole del Premier, il quale sosteneva che “se dovesse vincere Giuliano Pisapia, Milano diventerebbe una città islamica”, ha deciso di ribellarsi. Ha dichiarato:

“Voglio presentare denuncia contro Silvio Berlusconi perché, per favorire un candidato di un suo partito nelle elezioni municipali di Milano, ha usato frasi offensive e xenofobe contro 2 milioni e mezzo di cittadini italiani di religione musulmana e per aver discriminato un credo religioso diffuso in tutto il mondo. Da un capo del governo non si possono accettare queste prese di posizione e questi incitamenti razziali.”

Per avvalorare la sua tesi e il suo gesto ha deciso di sporgere denuncia anche in Canada e negli USA dove

“chi offende un cittadino per la sua razza o per la sua religione o colore della pelle in qualsiasi parte del mondo commette un reato federale.”

Lo stesso tipo di denuncia era stato rivolto dall’uomo, in passato, a Giancarlo Gentilini, prosindaco di Treviso, per istigazione all’odio razziale e offesa ai luoghi di culto. Gentilini aveva invitato “i musulmani clienti dei phone center ad andare a pis****e nelle loro moschee”. Parole per le quali era stato condannato nell’ottobre 2009 a 4 mila euro di multa, con il divieto di partecipare a manifestazioni pubbliche per 3 anni. Pena purtroppo sospesa nonostante il procuratore capo di Venezia, Vittorio Borraccetti, avesse rincarato la dose invocando un anno e cinque mesi di carcere e una multa di circa 6 mila euro.

La gravità delle parole del Premier in un’atmosfera già fin troppo tesa e astiosa non sono passate inosservate a Khawatmi, il quale sostiene come la politica sia in realtà estranea a tutto ciò in quanto sia dovere di un Premier di un paese come l’Italia quello di “rappresentare e tutelare ogni cittadino a prescindere dalla sua religione, dalla sua etnia e dal suo colore.”

Significativo anche il commento di Gianfranco Fini, presidente della Camera e leader di Fli ed ex-alleato di Governo, in merito ai risultati delle amministrative:

“A Milano Pisapia ha raccolto anche i voti dell’elettorato di centrodestra che non ne può più di anatemi e brutte figure che il governo ha collezionato. Mi piacerebbe che il centrodestra iniziasse a riflettere su ciò che è accaduto, in assenza di alternative questi elettori hanno scelto Pisapia. È stato capace di interpretare il sentimento del popolo di sinistra in tutte le sue sfumature. Non sono fanatico delle primarie, ma a queste hanno permesso a sinistra di scegliere un candidato che andasse al di là del consenso del Pd”.

Sulla passata collaborazione ha aggiunto:

“Berlusconi ha raccolto quel che ha seminato negli ultimi 15 mesi da quando mi espulse per aver denunciato che il Pdl era un partito nelle mani di ras locali tenuti insieme dall’interesse persone e dal culto della personalità verso il capo. Alla Lega la guida di fatto della coalizione cosa che avrebbe significato passare dalla “grandi riforme” alle “grandi paure”, di volta in volta ossessionati dagli immigrati, dai mussulmani, dai pm, dagli omosessuali, dagli avversari politici, dai giornalisti scomodi.”