La notizia era già pubblica da qualche tempo, ma solo lo scorso sabato è stata ufficializzata: il premier Silvio Berlusconi è separato dalla moglie Veronica Lario.

Dopo oltre 5 ore di udienza preliminare di conciliazione nel Tribunale di Milano, sembra siano giunti a un accordo, anche se ancora incompleto.

Infatti, come si legge su Ansa.it, alcuni dettagli sono ancora da definire ma è certo che a Veronica andrà la villa di Macherio dove ha vissuto da sempre con i suoi 3 figli, Barbara, Eleonora e Luigi.

Quello su cui proprio non riescono a mettersi d’accordo, a quanto pare, è l’ammontare dell’assegno di mantenimento mensile. Il nostro Presidente del Consiglio vorrebbe cavarsela con 300.000 euro al mese, ma Veronica non accetterebbe meno di 3 milioni mensili.

Un abisso tra le due proposte, che potrà essere colmato solo raggiungendo un equo compromesso. Solo quando questo punto sarà risolto, infatti, i due coniugi potranno ritrovarsi in tribunale per firmare la separazione consensuale. E dopo i tre anni prescritti dalla legge, potranno ottenere quel divorzio che metterà fine a 30 anni di convivenza e 19 di matrimonio.

Certo è che Veronica Lario è apparsa molto malinconica e turbata, stanca di una situazione che, soprattutto negli ultimi, le ha portato solo dolore.

Nonostante la sua sia stata una figura sempre poco pubblica, lontana da pettegolezzi e riflettori, in più occasioni non ha rinunciato a esprimere la propria sincera opinione su determinate questioni, anche a costo di contraddire o non appoggiare totalmente le linee direttive del marito.

Una su tutte, come leggiamo su Italia-news, è l’intervista rilasciata al Corriere della Sera circa un anno fa, in cui Veronica esprimeva il suo parere riguardo al rapporto fra le donne e la politica:

In Italia la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito né un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti.

Un duro affronto, soprattutto se si pensa alle polemiche nate durante la formazione dell’ultimo governo Berlusconi riguardo alla candidatura di molte belle donne che, secondo alcuni, avrebbero potuto far tutto tranne che politica.