Aprile è il mese più crudele, diceva il poeta Thomas Eliot. E decisamente il mese di aprile non porta fortuna al premier Silvio Berlusconi, dato che il 6 alle 9,30 dovrà comparire davanti ai giudici della quarta sezione penale di Milano. Berlusconi è accusato di concussione e prostituzione minorile ai danni della giovane Ruby Rubacuori. Aprile, per Berlusconi, rappresenta anche una pesante sconfitta elettorale contro la sinistra, negli anni ’90, raccontata nell’omonimo film di Nanni Moretti.

Secondo il GIP di Milano, Cristina di Censo, ci sono prove sufficienti per rinviare a giudizio con rito immediato Berlusconi. E se alle donne italiane manifestanti quello che ha fatto il premier non va proprio giù, saranno felici di sapere che il presidente del consiglio sarà giudicato da un collegio di tre donne: Carmen D’Elia, Orsolina De Cristofaro e Giulia Turri. Una sorta di dantesco contrappasso, per cui il Premier sarà giudicato per reati molto gravi.

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La concussione, in particolare, è considerato in Italia il reato peggiore che si possa compiere, perché comporta un abuso della propria posizione. Le parti lese sono il ministero dell’Interno, Ruby e tre funzionari della Questura di Milano. La prostituzione minorile si configura in base ai presunti atti sessuali consumati tra Berlusconi e Ruby in cambio di denaro o favori, mentre la concussione si riferisce alla telefonata che il premier fece nella notte tra il 27 e il 28 maggio scorso in questura a Milano per il rilascio di Ruby, accusata di furto.

Se la legge è uguale per tutti, Ruby, sorpresa all’atto di rubare avrebbe dovuto pagare, come accade a chi ha commesso un reato. Berlusconi si è trincerato dietro un secco no comment, abbandonando la conferenza stampa prevista a Catania. A parlare per lui il suo avvocato Pietro Longo:

“Non ci aspettavamo nulla di diverso.”