Negli ultimi anni, la politica si è fatta protagonista in negativo dello scandalo escort, come più volte abbiamo avuto modo di parlare in tema di donna oggetto. Quel che fino a oggi rimaneva nell’ambito delle supposizioni, trova invece una conferma da parte degli inquirenti. La procura di Milano ha infatti accusato Silvio Berlusconi di concussione e sfruttamento della prostituzione minorile in merito alla complicata vicenda di Ruby Rubacuori.

Per chi non lo ricordasse, il nome della marocchina è emerso qualche mese fa quando, ancora minorenne, venne fermata dalle forze dell’ordine per accertamenti. Il Presidente del Consiglio, spacciandola per la nipote di Mubarak, ne chiese l’immediato rilascio e la giovane venne affidata a Nicole Minetti, collaboratrice di fiducia del Premier. A poche ore dalla pubblicazione della notizia sugli organi di stampa, emersero alcune indiscrezioni non meglio precisare su festini a sfondo sessuale a cui Berlusconi era solito partecipare accompagnato da nomi dello spettacolo come Lele Mora ed Emilio Fede. È proprio in questo periodo, infatti, che è stato coniato l’appellativo del “bunga bunga“, una pratica sessuale triviale che pare fosse molto in voga ai party presidenziali.

La stampa non è mai riuscita a chiarire pienamente né il ruolo di Silvio Berlusconi né quello di Fede e Mora, ma stamane è stata la procura di Milano a voler far luce sulla vicenda. Secondo gli inquirenti, le azioni del Presidente del Consiglio e dei suoi uomini di fiducia avrebbero indotto la Rubacuori alla prostituzione, un evento aggravato dal fatto che, all’epoca dei fatti, la giovane fosse ancora minorenne. La presenza della marocchina alle feste di Berlusconi sarebbe inoltre confermata dalla presenza di immagini e video a tema, rinvenuti lo scorso 28 ottobre sul computer della ragazza.

La procura sostiene, sebbene la stessa Rubacuori non abbia mai confermato pubblicamente la vicenda, come tra Berlusconi e la giovane si siano consumati rapporti sessuali dal febbraio al maggio 2010. Pare, infine, che il Presidente fosse ben consapevole della minore età della marocchina, ma abbia deciso di procedere comunque a rapporti intimi a pagamento.

Non diverse le posizioni di Emilio Fede e di Lele Mora: secondo alcune intercettazioni telefoniche, sarebbe stato proprio il noto giornalista televisivo a proporre il famigerato “bunga bunga”, un rito pare molto in voga dalle parti di Arcore. Per il Consigliere regionale Nicole Minetti si parla invece di induzione alla prostituzione, senza menzione al reato di sfruttamento.

Per Berlusconi è stato chiesto dal PM il processo con rito immediato e il Premier, data la decisione della Consulta sulla legge del legittimo impedimento, dovrà presentarsi in aula la prossima settimana.