Dopo le prime battute possibiliste riguardo il trasferimento di alcuni ministeri al nord, Silvio Berlusconi vede crescere intorno a sé l’isolamento. Il Quirinale, a cui il Premier si era appigliato per uscire illeso dalla vicenda, tace e mostra tutto il gelo nei riguardi di un’iniziativa giudicata inconsistente. Nel frattempo sul fronte leghista matura in Umberto Bossi la sensazione di essere stato preso in giro dal Cavaliere.

Nei giorni seguenti l’esito del primo turno delle amministrative, Silvio Berlusconi si era incontrato con Umberto Bossi per chiarire le rispettive posizioni e valutare le possibili strategie da mettere in atto nei prossimi ballottaggi, in particolare riguardo quello di Milano. Il leader del carroccio aveva anche cercato rassicurazioni sulle intenzioni del Presidente del Consiglio in merito alle richieste della Lega, sentendosi rispondere sul tema dello spostamento dei ministeri a Milano che “se ne poteva parlare”.

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Inutile rimarcare il vespaio che ne è scaturito, con il Sindaco di Roma Gianni Alemanno e la Presidente della Regione Lazio Renata Polverini che hanno opposto un muro di fronte a una simile ipotesi. Non solo, l’accondiscendenza di Berlusconi ha colto di sorpresa il suo stesso partito e gli altri alleati di governo, non interpellati e da subito contrari all’ipotesi. Anche dal Capo dello Stato, pur non entrando direttamente nella vicenda, arrivava un rilievo sull’inconsistenza di decentrare interi ministeri.

Ieri si è così espresso Giorgio Napolitano, nelle dichiarazioni apparse sul sito de Il Messaggero di oggi:

“Occorre tener ferme alcune esigenze fondamentali di salvaguardia delle strutture portanti dello Stato. Ci sono funzioni che non possono essere frammentate, ci sono beni che non possono essere abbandonati all’arbitrio di gestioni locali”.

L’ultimo tentativo di uscirne senza irritare ulteriormente il già nervoso Umberto Bossi era riposto nelle mani del Presidente della Repubblica, che ha però mostrato gelo e distacco da quelli che considera “atteggiamenti eccessivi di partigianeria politica”. Il capo dell’esecutivo ha cercato una pacifica conclusione della questione affermando che “Umberto lo ha frainteso”. Possibile, ma a oggi il creatore di Forza Italia e leader del Pdl appare inesorabilmente sempre più solo.