Dopo la vittoria di Giuliano Pisapia a Milano, Luigi De Magistris a Napoli, del giovane Massimo Zedda a Cagliari e del centro sinistra in buona parte dei Comuni e delle Province d’Italia, il Premier è stato subito raggiunto dalle domande dei cronisti per un commento a caldo.

Silvio Berlusconi volato a Bucarest, in Romania, per il vertice con il premier Emil Boc, ha eluso inizialmente le risposte con un laconico “Non so ancora niente”. Il tempo di aggiornare i dati e comunicare con Umberto Bossi, alleato di Governo, e il Premier si è ripresentato più forte di prima. La conversazione telefonica con il Leader del Carroccio ha ristabilito gli equilibri interni al Governo, conferendo maggiore sicurezza a Berlusconi, il quale ha dichiarato:

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“Abbiamo perso, è evidente, ma non c’è altra strada se non tenere i nervi saldi e andare avanti. La maggioranza è coesa e determinata, andiamo avanti con le riforme a cominciare dal fisco, dalla giustizia e dal piano per il Sud. Sono un combattente, ogni volta che perdo triplico le forze.”

Non è dello stesso avviso il ministro dell’Interno Roberto Maroni, il quale ha definito la sconfitta come una vera batosta:

“Serve una riflessione, è stata una sberla e o si dà un colpo d’ala, anzi di frusta, nella ripresa dell’azione di Governo o si rischia di non dare una risposta al voto di oggi.”

Sensazione confermata da buona parte dei rappresentanti della Lega, che invocano a un esame di coscienza, e dai loro sostenitori piuttosto amareggiati e infuriati. L’evidente smarrimento del centrodestra innanzi alla sconfitta ha prodotto una prima vittima, Sandro Bondi, che si è dimesso dal ruolo di coordinatore unico del Pdl in favore della candidatura di Angelino Alfano.

Berlusconi, che domani non sarà in aula a Milano per il Processo Ruby, ha concluso le sue dichiarazioni da Bucarest esortando i milanesi alla preghiera e i minacciando napoletani di pentimento per le loro scelte:

“Ora i milanesi devono pregare il buon Dio che non gli succeda qualcosa di negativo. Milano non era amministrata male. E a Napoli, dopo aver eletto De Magistris, si pentiranno tutti moltissimo.”

E mentre i primi discorsi dei nuovi sindaci invitano al dialogo e alle collaborazioni, dopo questa débâcle del centrodestra suonano sibilline le esternazioni del Premier.