Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato ieri sera davanti alle telecamere di “Porta a porta“, la trasmissione di Rai 1 condotta da Bruno Vespa, per ribadire la sua posizione sulla situazione del PdL e del suo operato, anche alla luce dei risultati elettorali riguardanti l’elezione a sindaco del comune di Milano e del ballottaggio che si terrà il 28 e il 29 maggio. È la prima volta che il premier riappare in TV dopo il messaggio a reti unificate di venerdì scorso, costato ai più importanti TG nazionali una pesante sanzione da parte dell’Agicom.

Nel corso del programma, Berlusconi ha deciso di affrontare l’annosa questione degli esiti delle ultime elezioni amministrative in cui i consensi del suo partito sono scesi di quasi 5 punti nonostante l’alleanza con la Lega di Umberto Bossi, ritenendosi come prevedibile del tutto insoddisfatto ma scacciando di fatto le voci sui malumori emersi nei giorni scorsi. Inoltre, il premier ha anche puntato il dito contro la stessa scheda elettorale, secondo il suo parere confusionaria a tal punto da rendere difficile la ricerca del logo del Popolo delle Libertà.

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“Noi siamo al 26,42%. Naturalmente non siamo soddisfatti, ma bisogna considerare il particolarissimo sistema di voto: quando sono andato in cabina per votare mi hanno dato un lenzuolo e ho avuto qualche difficoltà a trovare il simbolo del Pdl insieme alla ridda di altri simboli. […] Noi come Pdl non abbiamo da lamentarci più degli altri partiti che hanno avuto tutti dei cali assolutamente importanti. Il Pd è sceso al 21,86%. È addirittura letteralmente crollato in regioni come Campania, Lazio e Calabria, mentre è andato meglio al nord”.

Oltre alle schede, il problema deriverebbe anche dal rapporto estremamente conflittuale con la stampa che, secondo Berlusconi, avrebbero attuato un vero e proprio “blocco mediatico terrificante” nei suoi confronti. SKY, La7 e addirittura la Rai sarebbero dalla parte della sinistra e, a causa della disinformazione da loro attuata, avrebbero decretato la sconfitta di Letizia Moratti.

“Il signor Luigi De Magistris non ha nessuna esperienza, dove ha fatto il magistrato è stato censurato, gli è stata tolta la funzione di pubblico ministero, è stato trasferito di sede, è un incapace totale, un demagogo, un agitatore politico, un bell’uomo, piace magari alle donne, sa mostrarsi, ma non ha nessuna sostanza politica. Non ci può essere una persona senza testa sulle spalle che lo possa votare. Se uno lo vota poi va davanti allo specchio e deve dire “Sono senza cervello”. Come fa a governare Giuliano Pisapia che non ha mai amministrato neppure un’edicola di giornali e che in Parlamento ha fatto solo leggi a tutela di terroristi, o per l’eutanasia? […] Non è in grado di amministrare Milano perché non ha amministrato nemmeno un’edicola”.

Il premier ha poi speso alcune parole sulla vicenda di Ruby Rubacuori, senza riuscire a trattenere alcune battute sull’ex presidente egiziano Hosni Mubarak dopo essersi definito una persona “simpatica” e “la più gentile del mondo”, tutta ironia che a suo dire non verrebbe compresa dagli esponenti della sinistra italiana – media compresi – che spesso fanno di lui il bersaglio dei propri attacchi.

“È normale che facessi una telefonata, tutto il resto è stata una montatura di certi pm di Milano, ma lo stesso pm così come il funzionario della Questura avevano detto che era tutto regolare e che l’affidamento è una pratica che fanno 500 volte all’anno. Sono una persona che soccorre le persone in pericolo… Lo farei anche per Rosy Bindi. […] Il presidente Mubarak è stato trattato in modo indecente. Adesso telefonerò al nuovo governo egiziano e ne chiederò la scarcerazione assumendo che è lo zio di Ruby!”.