Silvio Berlusconi si è dimesso dall’incarco di primo ministro, ma nonostante questo tiene a rivendicare tutti i pregi della sua carriera politica iniziata nel 1994 con la celeberrima “discesa in campo”.

Così, l’ex premier Silvio Berlusconi, con una lettera aperta inviata a Francesco Storace, segretario nazionale della Destra di cui proprio in queste ore si sta celebrando il secondo congresso, stila un elenco di ciò che a suo parere ha prodotto di buono per il Paese, con un accenno anche la peculiare situazione economica internazionale.

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Secondo Silvio Berlusconi, infatti ,a lui e alla sua maggioranza sono da attribuirsi i successi di una politica innovativa che ha dovuto difendersi da alcuni detrattori che hanno visto un pericolo in queste novità:

«C’è chi lavora da tempo perché il pendolo della politica italiana torni indietro, ai tempi in cui la volontà degli elettori era commissariata dalle oligarchie di partito abituate a gestire in proprio, al riparo da ogni responsabilità, la forza che i cittadini consegnavano loro al momento del voto. Il mio impegno è che quanto è stato conquistato in questi anni nel segno della modernità non vada disperso.»

Nella lettera, non manca anche un riferimento al presidente della Camera Gianfranco Fini, reo di aver innescato quel processo di disgregazione, definito “peccato originale”, che ha portato alla fine del governo Berlusconi:

«il percorso di una legislatura che avrebbe dovuto essere costituente si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene. Siamo andati avanti nella consapevolezza che la maggioranza voluta dagli italiani avesse il diritto e soprattutto il dovere di governare, ma alla fine in Parlamento ha prevalso la logica dei piccoli ricatti e del trasformismo, che è il vizio più antico della politica italiana».

Ma quelle di Silvio Berlusconi, non sono parole d’addio e conclude la lettere inviata alla Destra con un augurio:

«Condivido il vostro spirito e mi auguro di riprendere insieme con voi il cammino di governo».

Fonte: Il Secolo XIX