È bufera sulle ultime dichiarazioni di Silvio Berlusconi: nelle ultime ore ha accusato Gianfranco Fini di aver stretto un accordo illegale con la magistratura volto ad abbattere il Premier dalla sfera politica. Secondo il leader del Pdl, intervenuto ad un convegno milanese per la candidatura di Letizia Moratti, il Presidente della Camera si sarebbe accordato con i giudici, come riferito da un millantato testimone, affinché nessuna riforma della Giustizia passasse in Parlamento.

Il patto diceva: “Voi proteggette me e i miei uomini, voi perseguite Berlusconi, io vi garantisco che fin quando sono qui nel Popolo delle Libertà e faccio il Presidente della Camera non passerà alcuna riforma che vi dispiaccia”.

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Durissima la risposta di Fini, il quale ha smentito ogni accusa e ha invitato il Premier a fornire le prove di quanto affermato:

“L’escalation di quotidiane menzogne di Berlusconi non è più tollerabile. Anche oggi, e per l’ennesima volta, il presidente del Consiglio ha detto di avere le prove di un patto scellerato che avrei sottoscritto con la magistratura per impedire le riforme della giustizia. Lo sfido a dimostrare quel che dice. Dica il nome del magistrato che glielo avrebbe detto, e fornisca le prove a sostegno delle sue parole: se non risponderà, cosa di cui sono certo, gli italiani avranno la prova che non sa cosa significhi la parola vergogna”.

Le incredibili dichiarazioni di Berlusconi, tuttavia, non ricevono soltanto le critiche del soggetto di simili accuse, ma anche il rimprovero dell’Associazione Nazionale Magistrati. Il segretario Giuseppe Cascini ha ribadito come un accordo tra magistratura e Fini sia assolutamente inesistente e ha rincarato la dose sottolineando come certe falsità non siano tollerabili da una delle massime figure istituzionali:

“È una bugia e una grave calunnia. […] È prevalente l’aspetto della rottura istituzionale, io non sono mai stato un appassionato della persecuzione dei reati di opinione Quando Berlusconi dice che l’Anm ha firmato un accordo con il presidente della Camera è una bugia, una grave calunnia. Non posso che rispondere che è totalmente falso. Berlusconi faccia i nomi, ci faccia vedere il documento che dice di possedere e non avveleni le acque senza portare elementi a sostegno di quello che dice”.

Dello stesso tenore la risposta di Luca Palamara, il Presidente dell’Anm, il quale ha ribadito una certa indignazione per l’escalation di attacchi subiti dalla magistratura ad opera del Premier:

“Evidentemente nell’imminenza delle amministrative serve portare la magistratura come soggetto di opposizione politica, ma noi questo ruolo non lo vogliamo perché noi vogliamo applicare la legge. E poi c’è il problema dei processi, quello che sta determinando queste riforme che anziché migliorare il sistema lo stanno ulteriormente distruggendo. Ora io penso che di fronte a questa situazione che si sta creando corriamo un rischio molto grande, cioè quello di intraprendere una strada senza via d’uscita. Allora il problema non può essere più solo della magistratura o dei magistrati, ma di tutti, dei cittadini, del Paese, delle istituzioni”.

Nel frattempo, il leader dell’IdV Antonio Di Pietro ha promesso di denunciare Berlusconi per le gravissime accuse mosse. Secondo il politico, è infatti necessario indagare su simili affermazioni per stabilire se davvero esista un patto tra Fini e la magistratura o, versione forse più probabile, si tratti di calunnie contro lo Stato e le sue istituzioni.