“Lei signorina quante volte viene?” Cosa rispondereste se un anziano, un politico, una persona importante, a voi estranea se non fosse che è l’ex premier della vostra nazione, vi facesse una domanda del genere? E se poi in maniera a dir poco viscida vi guardasse anche le chiappe?

La sottoscritta quantomeno indignata e costernata di sicuro non lesinerebbe su uno sguardo di traverso, e se non altro non gli reggerebbe il gioco.

Tutto ciò, surreale, ma vero, è avvenuto durante una visita di Silvio Berlusconi ad un’azienda di Mirano, con un’impiegata impegnata a fargli da cicerone. Arrivata al suo fianco sul palco, il Cavaliere le fa fare una piroetta manco fossero ad Amici, e si cimenta nel suo solito ambiguo siparietto ricolmo di squallidi doppi sensi sessuali. La platea prima ride, poi si ammutolisce, imbarazzata.

Parlateci di quote rosa e di diritti delle donne, parlateci di rispetto e parità, riempiteci la testa di boiate gratuite e poi dateci questo bell’esempio di spettacolo politico che metà ce ne basta. Anni e anni di lotte per il riconoscimento della dignità e del ruolo femminile all’interno della società bruciati in pochi minuti che culminano come nelle peggiori commedie all’italiana: con il Capo intento a mirare il culo della segretaria.