UPDATE: il Premier ha smentito l’ipotesi: “Infondate le voci di mie dimissioni, non lascio”.

Silvio Berlusconi si dovrebbe dimettere questa sera o al più tardi domani mattina. A rivelarlo è Franco Bechis, vicedirettore di Libero, che avrebbe affidato l’annuncio ai social network:

«Devo rettificare quel che ho detto ad Omnibus. Ora ho notizie dirette. Silvio Berlusconi si dimette. Il Pdl gli aveva chiesto di farlo oggi. Lui ha detto no perché ha appuntamenti privati a Milano. O stasera o domattina. Il vertice Pdl si è chiuso con l’intesa che entro domani lui annuncerà dimissioni e proporrà governo Letta.»

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La notizia, qualora fosse confermata, aprirebbe nuovi scenari per la vita politica italiana e si porrebbe in forte contrasto con le dichiarazioni rilasciate dal premier poche ore fa. A Roma, infatti, si è tenuto il convegno di Azione Popolare promosso da Silvano Moffa, capogruppo di Popolo e Territorio, che ha visto protagonista il prolungato intervento telefonico del Premier

Le sue sono state parole di ottimismo e fiducia, per nulla preoccupato dalle sempre più numerose fughe dei parlamentari dal PDL:

«Abbiamo numeri certi e verificati in queste ore. Nonostante le defezioni che io continuo a ritenere possano rientrare, noi siamo ancora maggioranza in Parlamento.»

Non sono mancati anche riferimenti alle opposizioni, alle quali il leader della maggioranza ha chiesto un gesto responsabile:

«Nei periodi più difficili, in tutte le grandi democrazie, i partiti si sforzano di trovare dei punti di convergenza per superare l’emergenza, pur nella doverosa distinzione tra maggioranza e opposizione e questo ora è necessario anche da noi, dove invece nei momenti di crisi si risvegliano i vizi peggiori della vecchia politica. Senza capire che sono stati proprio il trasformismo, il consociativismo a mettere l’Italia nella condizione in cui è portando il debito pubblico ai livelli attuali».

E l’appello alle opposizioni era anche una conseguenza della ferrea convinzione di Silvio Berlusconi circa l’assenza di una valida alternativa al suo governo:

«Spetta a chi ha la legittimità del voto l’onere di governare la crisi e per questo non riteniamo ci siano alternative al nostro governo fino al 2013. Non crediamo né al governo di larghe intese né al governo tecnico con un premier “fantoccio” e l’unica alternativa sarebbero le elezioni anticipate».

Fonte: Il Giornale