Il Governo di Silvio Berlusconi non ha più la maggioranza alla Camera dei Deputati. Il premier, dopo essere salito al Quirinale per consultarsi con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha annunciato le sue future dimissioni. Un mese il tempo massimo accordatogli dal Capo dello Stato per approvare la Legge di Stabilità, poi si aprirà la crisi di Governo e si saprà con certezza se saranno elezioni o governo “tecnico”.

Il primo passo per l’approvazione della legge è stato fatto ieri con il via libera dell’aula di Montecitorio. Un’approvazione che tuttavia ha mostrato come l’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, fino a poco prima dei risultati convinto di “avere i numeri” per governare, in realtà non disponga più della maggioranza alla Camera.

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A votare a favore del provvedimento si sono espressi in 308, mentre il numero complessivo dei non votanti raggiungeva i 321 deputati.

Lontani quindi dalla quota “salvezza”, fissata prima del voto a 316 deputati. Degli undici assenti tra le file del Pdl, solo tre risultavano giustificati (due in malattia e Alfonso Papa agli arresti domiciliari) mentre lo stesso premier avrebbe bollato gli altri otto come “traditori”. In una nota successivamente diffusa dal Quirinale viene reso noto il contenuto del colloquio tra Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano, durante il quale al Presidente del Consiglio sarebbe stato dato un tempo limite di un mese per approvare la Legge di Stabilità:

«Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera. Egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l’urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l’approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea. Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione».

Fonte: LiberoNews