Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio fino a ieri, ha rassegnato le sue dimissioni ufficiali al Quirinale. La notizia è stata diffusa da Donato Marra, il segretario della Presidenza della Repubblica, il quale ha anche comunicato che il governo resterà ancora in carica a tempo determinato per portare a termine gli ultimi compiti urgenti.

Come previsto dopo l’approvazione della proposta di Legge di Stabilità, che è passata alla Camera dei Deputati con 379 “sì”, Silvio Berlusconi ha mantenuto la sua parola e ha consegnato il mandato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Tuttavia, l’uscente premier si è già messo in contatto con il senatore a vita Mario Monti per garantire l’appoggio del PdL al suo governo tecnico.

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L’intervento di Dario Franceschini del PD tendeva a sottolineare come le dimissioni di Berlusconi avrebbero evitato all’Italia una situazione di crisi se rassegnate un anno fa:

«Quanto tempo si è perduto. Quanto sarebbe stato diverso se il 14 dicembre dell’anno scorso quel voto fosse andato diversamente, non avremmo sprecato un anno. E di quelli che hanno causato quella situazione ci sono nomi e cognomi agli atti parlamentari, e non li dimenticheremo».

In risposta a Franceschini, l’Onorevole Domenico Scilipoti ha dichiarato di non pentirsi della scelta di aver dato fiducia al governo lo scorso dicembre e ha manifestato, peraltro con toni molto accesi, il suo timore di un governo tecnico guidato da chi ha interessi economici in gioco:

«Il giorno 14 di dicembre 2010 ho fatto una scelta e di quella scelta non mi pento: è stata sventata un’operazione che cercava di portare a Palazzo Chigi un personaggio importante che aveva rapinato gli italiani con i derivati. Oggi si sta facendo un colpo di Stato perché questo è l’ultimo parlamento eletto dai cittadini italiani. Da domani saremo commissariati da un personaggio che appartiene alla lobby delle banche ed è stato indicato non certo per salvare l’Italia, ma per garantire un gruppo di mercenari e di delinquenti.»

Bisognerà dunque aspettare le consultazioni per la formazione di un nuovo governo da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Fonte: Il Corriere della Sera