Tra intercettazioni e problemi di comunicazione, il telefono non sembra stare portando molta fortuna a Silvio Berlusconi.

Durante la puntata di ieri sera di Ballarò, la seconda della stagione per il programma di Rai 3, Giovanni Floris ha annunciato l’arrivo di una chiamata in diretta da parte del Presidente del Consiglio.

Galleria di immagini: Ballarò

Il conduttore ha allora fatto una breve introduzione, chiedendo a Silvio Berlusconi di rispondere alle domande dello studio evitando lunghi monologhi, ma al momento di ascoltarlo, il Premier aveva già cessato la conversazione.

Un silenzio tombale che ha fatto pensare ad un problema della linea, ma che si è ripetuto poco dopo durante un tentativo della redazione di mettersi in contatto con il Presidente del Consiglio, seguito dal sottile fruscio tipico di una conversazione muta.

Non si sa se il Premier abbia deciso di chiudere la chiamata irritato dalla richiesta di Floris di rispondere alle domande, ma si può comunque immaginare che Berlusconi non fosse di ottimo umore. L’argomento principale della puntata in corso era proprio la tenuta della sua leadership, il calo di credibilità dovuto ai suoi problemi giudiziari e la questione morale sorta dalle recenti intercettazioni.

Il Premier rifiuta da tempo di partecipare a trasmissioni in cui sia presente un dibattito politico con contraddittorio, ma non è la prima volta che telefona in diretta infuriato per quanto è stato detto in studio.

Giovanni Floris e la redazione di Ballarò, durante la scorsa stagione televisiva, avevano deciso di non consentire più a nessuno di chiamare da casa lanciandosi in monologhi personali senza contraddittorio, scottati dai precedenti.

Alla chiamata di ieri del Berlusconi, hanno ritenuto di fare un’eccezione a causa della grave situazione economica italiana che richiede senz’altro un intervento da parte del Presidente del Consiglio. Berlusconi potrebbe però non aver apprezzato l’invito di Floris a rispondere ad alcune domande, rinunciando così a intervenire. Floris ha chiuso l’imbarazzante momento con una battuta:

“Nella lunga teoria di telefonate con il premier non poteva mancare anche la “muta“: un classico di tutti noi nella vita normale di tutti i giorni”.

Fonte: La Repubblica