Silvio Berlusconi è onnipresente in televisione e la sua esposizione mediatica deve essere ridotta per ristabilire gli equilibri informativi. È questa, a grandi linee, la motivazione dell’intervento dell’Agcom, che ha richiesto il ripristino dell’imparzialità nei telegiornali e nelle trasmissioni di approfondimento politico.

“Vi è un’obiettiva sovraesposizione del Presidente del Consiglio in TV, il quale, oltre tutto, è direttamente parte nelle elezioni amministrative in quanto capolista a Milano”.

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L’autorità garante per le comunicazioni ha perciò redarguito le redazioni dei telegiornali nazionali:

“Tutti i telegiornali devono attenersi con particolare rigore ai principi di completezza, correttezza, obiettività, equità, imparzialità e parità di trattamento di tutte le liste e i soggetti concorrenti, fino alla fine della campagna elettorale, ricordando che non è consentito un uso di riprese televisive con presenza diretta, non giustificata, di membri del governo o di esponenti politici”.

L’intervento dell’Agcom, tuttavia, non è stato apprezzato da tutte le testate informative, tanto che Il Giornale ha sottolineato come Berlusconi sarebbe onnipresente non per decisione autonoma, bensì perché “bersaglio preferito dei tribuni della sinistra” nei talk show politici.

Il monitoraggio del garante è avvenuto a seguito delle segnalazioni di alcuni esponenti del PD, tra cui spicca quella del parlamentare Roberto Zaccaria. Il politico aveva infatti dimostrato seria preoccupazione per l’ineguaglianza di trattamento di alcuni programmi Rai sbilanciati verso il Premier, tanto da cronometrare in modo certosino lo spazio concesso al Presidente del Consiglio. L’Agcom ha riconosciuto l’effettivo sbilanciamento nelle trasmissioni “Qui Radio Londra” di Giuliano Ferrara e nel programma “Potere“, entrambi inseriti nei palinsesti Rai.