Sorgono in sordina ma diventano sempre più rumorose le polemiche contro Simone Cristicchi e il suo brano “Genova brucia”, cantato in diretta TV occasione del Concerto del Primo Maggio.

Il testo della canzone sotto accusa ricorderebbe agli ascoltatori le vicende del G8 di Genova nel 2001 e tutte le violenze di cui il capoluogo ligure è stato teatro.

Il Segretario provinciale di Genova Matteo Bianchi ha voluto mettere i “puntini sulle i” ricordando che le forze dell’ordine, in quell’occasione, cercarono solo di sedare la folla facendo al meglio il proprio dovere:

Non appare inutile ribadire nuovamente lo sforzo immenso che le forze dell’ordine tutte dovettero sopportare in quei giorni di guerriglia civile. Quelli visti in quei giorni non furono girotondi fatti da donne, vecchi e bambini, ma scontri, danneggiamenti, devastazioni e saccheggi voluti da numerosissimi manifestanti

Ma la cosa più sconvolgente sono i commenti dei poliziotti del Coisp, Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia. Gli agenti hanno promesso a Cristicchi un’accoglienza tutt’altro che calorosa:

Benchè Cristicchi, che sarà a Genova l’8 maggio per il TRL Awards 2010, dove invitiamo tutti i poliziotti non impiegati in servizio a recarsi per onorarlo come merita, sia libero di esprimersi come ritiene opportuno, assumendosene tutte le responsabilità del caso è ora che tutte le sigle sindacali, come il Coisp ha sempre sostenuto, si schierino dalla parte della Polizia di Stato.

Il cantante, però, durante Victor Victoria su La7 ha spiegato che la canzone non si rivolge a tutto il corpo di Polizia di Stato ma semplicemente a coloro che hanno approfittato della situazione:

Chiedo scusa pubblicamente se ho offeso qualcuno, non era quello il mio intento. “Genova Brucia” non voleva essere un’accusa verso tutte le forze dell’ordine, ma una critica specifica nei confronti di alcuni poliziotti che abusano del loro potere.