I neonati presentano un cervello morbido e i legamenti e i muscoli che sorreggono il corpo sono ancora molto fragili rispetto a una testa più pesante, motivo per il quale i bambini sono esposti a notevoli rischi nei primi di mesi di vita che potrebbero causare edemi e contusioni cerebrali.

Ecco perché occorre conoscere quella che viene definita la “sindrome del bambino scosso” per prevenirla e preservare la salute dei più piccoli. Questa sindrome è una grave forma di lesione alla testa causata dallo scuotimento del neonato.

Non si tratta di movimenti dovuti ai giochi né a cadute accidentali quanto da veri e propri abusi. Questi provocano lividi al cervello, gonfiore, sanguinamento interno e in alcuni casi si hanno danni permanenti o addirittura la morte.

Quando si parla di abuso e violenza sul bambino bisogna precisare che a volte ciò non è fatto dai genitori con l’intenzione di ferirlo, ma magari solo per farlo smettere di piangere. Ecco perché occorre prestare molta attenzione a come si maneggia il piccolo nei primi mesi di vita.

Quali sono i sintomi della sindrome del bambino scosso? Mancanza di appetito, pallore o colorito bluastro della pelle, perdita di coscienza o riduzione dello stato di vigilanza, mancanza del sorriso e letargia, sonnolenza e irritabilità, vomito e convulsioni, arresto del respiro. Se si nota qualcuno di questi segnali occorre chiamare subito un’ambulanza.

Purtroppo i motivi per cui un genitore può arrivare a scuotere violentemente il bambino sono molto comuni come lo stress accumulato per la mancanza di sonno, il fastidio del pianto dovuto alle coliche neonatali, problemi personali e di coppia. Prima che l’insieme di queste cause possa portare a un’esplosione incontrollata bisogna correre ai ripari mettendo in pratica dei semplici accorgimenti.

Per prima cosa evitare di discutere con qualcuno mentre si tiene in braccio il bambino, non scuoterlo mai per nessuna ragione, se si percepisce notevole fastidio nei confronti del pianto del neonato non prenderlo ma lasciarlo nella culla e ove possibile chiedere aiuto a qualcuno e non sottovalutare mai i sintomi da stress delle mamme ne i segnali di abuso da parte del piccolo. In questo modo si può arginare il rischio anche involontario di far male al bimbo e preservare la sua salute e il benessere anche nel futuro.

Fonte: Paginemediche